6 anni dal finale di LOST

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LOST è terminato esattamente 6 anni fa. 

“LOST è il miglior telefilm di tutti i tempi.”

Luigi Toto, ogni due/tre giorni sul suo profilo di Facebook

“Non puoi fare un discorso sulla televisione al giorno d’oggi, senza citare LOST.”

  • Daniel Dae Kim

Era la torrida estate del 2005, avevo 14 anni, avevo appena finito il mio primo anno di liceo, ero reduce da una stagione televisiva fatta di The OC e Smallville. La mia cultura telefilmica era già pregna di decenti capolavori quali Buffy, Angel, The X Files, Twin Peaks, Sex & the City, The Sopranos, Dawson’s Creek, Charmed e così via.

Ricordo esattamente il momento in cui ho visto il pilot di LOST. Credo sia uno di quei momenti che non si dimenticano, perché è stato un momento che mi ha definito. È come ricordare la prima volta che hai incontrato una persona che ami. Perché sì, sono e sarò sempre incredibilmente innamorato di questo tv show.

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Il pilot ti cattura subito, dal primo frame. L’occhio di Jack, il protagonista della storia. Lui apre gli occhi, ed è come se noi aprissimo i nostri insieme a lui. In questo funziona incredibilmente l’episodio pilota, ti fa vivere la vicenda in prima persona. E all’inizio è un susseguirsi di avvenimenti, non riesci a stare tranquillo fino alla fine del teaser. Ed è incredibilmente snervante, ma anche eccitante. Ti chiedi: riuscirà Jack a salvare quella donna che non respira più? E la donna incinta? In quel momento, sei Jack.

– I PERSONAGGI

Prendiamo un attimo di respiro quando Jack incontra Kate. In un dialogo c’è già così tanto, ed è questo il bello di LOST: i personaggi e il loro spessore, la profondità della caratterizzazione fin dal pilot. La voglia di saperne di più, il mistero e la fragilità di queste anime perse. Perché “LOST” non fa solo riferimento al fatto che questi estranei si siano persi su un’isola, noi conosciamo questi personaggi in un momento delle loro vite in cui erano persi. Persi in senso lato.

Ogni personaggio di LOST ha una storia affascinante, nessuno annoia, nessuno ti fa venire voglia di saltare un episodio. Il meccanismo di centric-episodes funziona alla grande perché in ogni episodio abbiamo al centro un protagonista diverso. E la cosa più importante è che in LOST nessuno è perfetto. Neanche l’eroe della storia: Jack.

C’è Kate che è una fuggitiva, c’è Sawyer che è un truffatore, Charlie è un drogato, Hurley ha vinto una lotteria che porta sfortuna, Sayid era una traditore.

Questi personaggi non sono perfetti, sono umani. Ed è questo che li rende così reali e che ci fa provare una forte empatia nei loro confronti. È questo che ci fa tifare per loro fino alla fine.

Ecco dove hanno fallito tutti gli show che hanno seguito LOST. Flashforward, Terra Nova, Invasion, Revolution… hanno reso il mistero il punto centrale dello show, e i personaggi il contorno. Il cuore di LOST erano i personaggi, i misteri facevano da cornice e questa è la formula vincente!

I MISTERI

I misteri di LOST sono infiniti, ci sono domande che tutt’ora non hanno avuto una risposta. Ma anche i misteri sono un punto di forza nello show, gli autori sono stati bravissimi a creare una mitologia affascinante e complessa.

LOST è dualismo. Il continuo confronto tra bene e male, scienza e fede. Jacob e Man in Black. Due figure che sono al centro della mitologia dello show.

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Ho sempre trovato incredibilmente affascinante l’idea dell’Isola. Questo gigantesco posto da qualche parte nel mondo. Così misterioso, così bello ma anche così spaventoso. Gli autori hanno chiamato l’isola “The Eyeland,” perché, effettivamente, è un personaggio.

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Non sappiamo cosa sia l’isola ad oggi, tutto ciò che possiamo sapere è che è una specie di contenitore. Un contenitore di luce e di tenebre. Impedisce al male di spargersi nel mondo. Fondamentalmente “Che cos’è l’isola?” era il “Chi ha ucciso Laura Palmer?” di LOST. Ma non abbiamo mai avuto una risposta completa. Il fascino di LOST sta anche in questo, lasciare alcune cose alla libera interpretazione.

Il mistero si infittisce quando dalla seconda stagione si parla di DHARMA Initiative. Qualcuno è stato sull’isola in passato, qualcuno ha fatto degli esperimenti su quel luogo, qualcuno ha costruito delle stazioni.

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La più famosa sicuramente è la stazione Cigno. The Swan, un contenitore pregno di elettromagnetismo. La vediamo per la prima volta nella stagione due, nel teaser della 2×01. Bisogna inserire dei numeri, i numeri che Hurley ha giocato alla lotteria, vincendo. 4 8 15 16 23 42 EXECUTE.

Se non lo si farà, il mondo finirà. Ed è questa la grande paura che si innesta in ogni personaggio nella stagione 2. Il mondo finirà veramente se non vengono immessi quei numeri in un computer? Non è una pazzia? Non sarebbe una cosa assurda? Eppure, i nostri personaggi, di episodio in episodio inseriscono i numeri, pur non avendo alcune certezza che il mondo finirà. Lo fanno e basta.

Le altre stazioni della DHARMA sono The Looking Glass, The Flame, The Arrow, The Lamp Post, The Staff, The Tempest…. forse ce ne sono altre che non abbiamo mai scoperto.

La malattia: la malattia non è stata mai approfondita. Ma se nelle prime stagioni pensavamo fosse un qualcosa di inventato dalla Rosseau, nelle stagioni successive che capiamo che effettivamente esiste. È un qualcosa che oscura l’anima. Sayid e Claire ne sono infetti. Di cosa si tratta? Non ci è stato mai detto. Penso fosse davvero un discorso di metafora, di inquinamento dell’anima a causa di una forza oscura (Man in Black).

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Il mistero che mi ha affascinato di più è quello del mostro di fumo nero: un sistema di sicurezza? Una semplice nuvola mortale? Nella sesta stagione scopriamo che quel mostro era una persona. È incredibilmente affascinante, perché ha superato ogni mia aspettativa. “Quella cosa che fa Tick Tick” era una persona. Con sentimenti, che provava amore, rabbia, odio. È geniale.

Il punto è che: non mi è mai importato delle risposte definitive. Ma vi spiegherò il perché tra poco.

IL FENOMENO

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LOST è stato un fenomeno Internazionale. Era una serie Internazionale, coinvolgeva i fan con campagne virali, giochi che riempivano l’hiatus da una stagione all’altra. Ricordiamo The Lost Experience. Webisodes, libri scritti da ghost writers come Bad Twin, tie-ins, videogames. LOST era uno show da telespettatore attivo, quindi quello che si informa su internet, ne discute, si fa le sue ricerche.

Ricordo perfettamente di essere stato su dei forum per ore intere ad ipotizzare, a discutere, anche a litigare su questo show.

Non puoi guardare LOST da telespettatore passivo, è un crimine contro la serialità americana.

Gli spoiler. C’era una policiy per gli spoiler che supera qualsiasi altro tv show. La ABC era arrivata a voler arrestare la talpa che svelava i finali a DarkUfo (il sito più importante di LOST).

LOST era l’unico show della ABC ad avere lo stesso pubblico maschile e femminile. Uno show altamente serializzato che durante la prima stagione era seguito da 16-18 milioni di telespettatori, che è stato seguito da 23 milioni di telespettatori durante la premiere della stagione 2. E che alla stagione 6 contava ancora 12-13 milioni di appassionati. Una rarità al giorno d’oggi per un serialized-scripted drama.

I CLIFFHANGERS

I cliffhanger si LOST sono incredibilmente popolari. Ogni stagione ci lasciava con un grosso colpo di scena. Gli autori, per non svelare al pubblico le scelte finali, avevano trovato dei nicknames per le scene chiave:

The Bagel è il finale della prima stagione, quando Walt viene rapito.

The Challah è il finale della seconda stagione, quando Penny riceve la chiamata.

The Rattlesnake in the Mailbox è il finale della terza stagione, con il famoso “We have to go back” e la rivelazione che ciò che abbiamo visto accade nel futuro.

The Frozen Donkey Whell è il finale della quarta stagione. In realtà nell’episodio c’è una vera Frozen Donkey Whell, ma tutto ciò serviva a sviare dal vero cliffhanger: Locke è nella bara.

The Fork in the Outlet è il finale della quinta stagione, e si tratta di Juliet che fa esplodere la bomba.

Sun and Jin’s Wedding è il finale della sesta stagione, e non si tratta del matrimonio dei due personaggi, ma della scena finale in chiesa. Furboni questi autori.

Per me, “We have to go back” resterà sempre il cliffhanger più bello e geniale della storia della televisione.

I RAPPORTI

I rapporti tra i personaggi sono un punto focale dello show, forse uno tra i più importanti. Le dinamiche tra Jack e suo padre Christian sono al centro di molti episodi della serie, Damon Lindelof, uno degli autori dello show, ha rivelato di aver perso suo padre in giovane età, nella storia tra Jack e Christian c’è un qualcosa di autobiografico, quindi. E quando c’è qualcosa dell’autore in uno show, il telespettatore riesce a sentirlo.

Il triangolo amoroso principale Jack/Kate/Sawyer non è mai stato il punto centrale dello show. Riuscivo a vedere bene Kate con entrambi i pretendenti, anche se una parte di me ha sempre saputo che alla fine apparteneva a Jack. Il triangolo è davvero l’ultima cosa che appassiona di LOST. Quando una serie è così forte, così potente a livello di tutto: sceneggiatura, scenografia, dialoghi, musiche, un triangolo amoroso passa in secondo piano.

La storia d’amore che ha emozionato più fan, tuttavia, è quella tra Penny e Desmond. “The Constant” viene considerato l’episodio più bello da molti fan.

I rapporti interpersonali, dunque, sono un punto focale di LOST. Pensiamo al rapporto tra Jacob e Man in Black, tra Ben e Locke, tra Jack e Locke, tra Claire e Charlie…

IL FINALE- UOMO DI SCIENZA VS UOMO DI FEDE

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Sapete perché il finale non è piaciuto a molti? Perché non è stato visto nella sua giusta ottica. In questo post ho fatto un’importante premessa: noi siamo Jack. Il telespettatore fa un percorso con questo personaggio “Il cammino dell’eroe,” Jack era un uomo di scienza, era scettico, razionale, impostato.

“Perché ti è così difficile crederci?”

“Perché a te riesce così facile?”

Di nuovo ci troviamo di fronte al dualismo. Locke che è un uomo di fede, Jack è un uomo di scienza. Non ci crede, Jack non crede che sono su quell’isola perché è destino, non crede che c’è un disegno di cui fa parte. No, non esiste nessun destino. Invece, gli avvenimenti gli daranno torto, vediamo questo uomo affrontare un percorso di crescita, spogliarsi di tutte le sue convinzioni e arrivare a capire che sì, Locke aveva ragione, lui era su quell’isola per una ragione. Jack lo capisce e compie il suo cammino e quindi il suo destino.

All’inizio dello show anche io volevo le risposte, le volevo con tutto me stesso, volevo spiegazioni logiche, razionali, volevo che i misteri fossero risolti, ma alla fine… ho capito che quello non era ciò che LOST voleva raccontarmi, LOST non voleva rispondere alle nostre domande, LOST voleva raccontarci la storia di questi personaggi che si erano persi, e che si sono ritrovati alla fine.

Ecco perché LOST va visto da uomo di fede e non da uomo di scienza. E attenzione, non parlo di fede religiosa, ma di fede in senso lato. Credere nel destino, in un percorso delineato.

Perché mi sono perso in  LOST? Perché oltre al cast meraviglioso, alle musiche di Michael Giacchino, alle fantastiche location, la meravigliosa sceneggiatura, e la fantastica regia, mi sentivo uno di loro, una di quelle persone finite su quell’isola, e alla fine ho capito, proprio come Jack, che “Everything Happens for a Reason.”

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