Recensione di Daniele – Grey’s Anatomy 13×10 You Can Look (But You’d Better Not Touch)

Grey’s Anatomy è ufficialmente tornato eppure io mi sento ancora come se lo stessi aspettando.

Per tutto l’episodio ho avuto lo stesso scazzo di Miranda Bailey in prigione.

Andiamocene di qui. Torniamo a casa. Orange Is The New Black voglio vederlo solo su Netflix.”

Chiariamoci subito: piazzare un episodio stand alone come winter premiere di uno show dovrebbe essere dichiarato illegale in tutti gli Stati Uniti d’America.

Spero che Trump, tra un decreto e l’altro si ricordi che non viviamo più nel 1940, le leggi razziali sono ormai fuori moda.

Io voglio che la politica attuale mi tuteli nel presente.

Siamo nel 2017, Signor Presidente, dobbiamo occuparci dei problemi attuali.

E allora dov’è un bel decreto leggere che vieti, con effetto immediato, a Shonda Rhimes di fare altri episodi speciali?

Quest’anno è come se Grey’s Anatomy fosse in pausa dalla 13×04.

Se non prima.

È da allora che ci prendono in giro, è da Ottobre che la scritta “ASPETTATE” compare in sovrimpressione in ogni episodio, come fossimo in una puntata di C’è Posta Per Te, quando Maria va a riacchiappare la suocera siciliana offesa da dietro le quinte.

Io sono stufo di aspettare.

Sono stufo dell’andazzo di questa stagione.

C’è sempre stato un buon equilibrio tra casi clinici e vita privata dei nostri medici, le due situazioni si sono sempre perfettamente amalgamate.

Quest’anno invece, sono le storie dei pazienti a prevaricare su tutto.

E ok che siamo in un MEDICAL drama, ma ormai siamo più Dr.Oz che Grey’s Anatomy.

Mi sento come Izzie Stevens quando a inizio specializzazione era costretta a fare colonscopie e la tenevano lontana dalla sala operatoria.

Io voglio entrare in sala operatoria.

Voglio mettere le mani nel cuore di questa stagione.

Qual è il cuore di questa stagione?

Meredith e Alex;

Meredith & Nathan;

Alex & Jo;

Owen & Amelia;

Arizona e la sua nuova vita.

E invece tutto questo è assente da mesi.

I nostri beniamini solo solo cornici, restano marginali in tutto questo teatrino sperimentale che poco ci entusiasma.

È dalla 13×02 che mi sento sbalzato fuori dalla giostra, escluso dai giochi, mentre vedo i nostri personaggi perdere tempo.

Ci dicono di aspettare, di avere pazienza e lo facciamo perchè in fondo è pur sempre Grey’s Anatomy.

Anche un episodio come questo ti emoziona, ti lascia qualcosa e merita di essere visto.

Perchè GA non ne sbaglia mai una, sembra immune dal fallimento.

Ma dov’è l’anima di questa stagione?

Dove sono tutte quelle storyline promettenti che sono in panchina da Ottobre?

Grey’s Anatomy quest’anno continua a grattare la superficie, senza mai scavare a fondo davvero.

Lo fa perchè può permetterselo, perchè gli ascolti lo ripagano.

Ma la pazienza avuta per tutta la prima parte di stagione, non può, per me, essere rinnovata in questa seconda parte.

Siamo partiti malissimo, piazzando un episodio che ancora una volta ci sbalza fuori dall’azione dopo due mesi di pausa.

Pausa che non mi è affatto pesata visto gli ultimi episodi tiepidi con cui ci siamo lasciati lo scorso anno.

Un altro episodio che ci scalda senza però toccarci davvero.

Episodio che sarebbe stato perfetto e maggiormente apprezzato più avanti nei mesi.

Non adesso.

Non dopo settimane di pausa.

Non dopo episodi in cui non abbiamo fatto nulla per andare avanti ma ci siamo chiusi in sala operatoria a salutare Derek Shepherd che ormai si sarà fatto un’altra vita in Paradiso e proprio non ci caca di striscio.

E noi?

Noi siamo ancora qui ad aspettare di farcela.

Bloccati in un impasse con Meredith che dalla 13×01 non ha fatto un solo passo avanti.

Con Alex che resta un martire di questa stagione ed è ben lontano dalla gloria del suo personaggio.

Con Amelia che sparisce di punto in bianco perchè il suo ciclo dura 28 giorni al mese.

Con Jo che potrebbe anche essere l’Emily Thorne di questa serie, tornata a cercare vendetta perchè figlia di uno dei regular che l’ha abbandonata tra la stagione 2 e 4 e noi ancora non ne sappiamo nulla.

Sto pensando di pagarlo io un investigatore privato per rintracciare il suo ex marito per portarlo a Seattle. Glielo pago io il biglietto aereo, purché succeda qualcosa, purché andiamo avanti.

Purchè smuoviamo questa acque stagnanti da mesi.

Con Nathan, che è con noi da due stagioni ormai eppure non conosciamo nemmeno il suo secondo nome. Non sappiamo chi è? Cosa cerca nella vita? Dove abita? Se è su Tinder o sta solo aspettando che Meredith Grey gliela dia ancora.

Con gli Originals di questa serie che sarebbero dovuti essere i protagonisti indiscussi di questa stagione e invece…

Ma facciamoli altri due episodi sui fantasmi del passato o lanciamoci in un remake veloce di OITNB.

 

Attualmente con GA è come se stessimo girando a vuoto sempre sullo stesso punto.

Aspettiamo ancora che le storyline di questa stagione si sviluppino, prendano forma e vita.

GA è nella fase: è intelligente ma non si applica.

Ed è per questo che ci fa incazzare ancora di più.

Ha la polvere da sparo in cantina ma non la tira fuori.

Preferisce giocare con le minicicciole quando può permettersi di sparare botti che Napoli il 31 Dicembre levate che ce fai ombra.

Episodio che merita solo per Arizona Robbins perchè vedere qualcosa di biondo e bello è sempre un piacere per gli occhi.

Per le reaction faces della Bailey in prigione che non hanno nulla da invidiare alle espressioni di Winona Ryder durante i SAG Awards 2017.

Per Jo Wilson che mostra il suo potenziale di personaggio sottovalutato da anni e MAI sviluppato.

E non è solo per le battute con riferimenti alla pop culture (“In OITNB le perquisiscono nude”) o per le Tumblr Quotes (“Io odio le persone”) con cui in questo episodio accattiva lo spettatore conquistando la sua simpatica, rendendola una del popolo come la principessa Middleton nel film che l’ha resa celebre, ma per la sua backstory mai raccontata.

Per il suo modo di fare in questo episodio che tanto ci ricorda una giovane e introversa e cupa Meredith Grey che fa amicizia con i serial killer, che mostra loro affetto e compassione quando tutto il mondo è contrario.

Che si schiera con loro, dalla loro parte.

Perchè anche un cattivo ha solo bisogno di sentirsi dire: “non sei solo”. 

Quindi dov’è il break down emotivo di Jo in questo episodio?

Perchè non è a vomitare parole e rabbia e sentimenti con Alex piuttosto che a farlo da sola per strada?

Ah già, il processo di Alex dura più di un indagine giudiziaria su Berlusconi.

Quanto mi sarebbe piaciuto un bel: “So che non puoi capirmi, nemmeno io riesco a capirmi..” moment di Jo in lacrime con Alex subito dopo essere tornata da quella prigione che l’ha costretta a rivivere esperienze dolorose del suo passato.

E invece nulla, perdiamo tempo a scaldarci con emozioni tiepide, lasciando quelle folli, tormentate, passionali e distruttive a cui questo show ci ha sempre abituati, fuori da questa stagione.

Pensavo che il plot twist di questo episodio arrivasse negli ultimi minuti.

Con Arizona che guida senza prestare attenzione alla strada ed io ero tutto lì che le dicevo: Cazzo AZ guarda avanti che l’ultima volta che ti sei distratta ne è uscita fuori una tragedia immane e per tragedia intendo Owen Hunt che canta “How to save a life” come un cazzo di Troy Bolton di High School Musical, troppo cresciuto.”

Io li odio i musical.

Ci manca solo che facciano una roba del genere quest’anno.

Un episodio musical.

Un orrore che non perdonerò mai a questa serie.

Come questo indugiare e perdere tempo in questa stagione.

Malissimo.

Siamo alla 13×11, a metà stagione ormai.

Io non mi accontento più Shonda, io (ri)voglio un amore folle con questo show.

 

Sali sul trono Grey’s Anatomy, basta stare dietro le quinte.

 

Go Obama or Go Home. 

 

 

Voto: 5,5

 

 

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