Recensione Di Daniele – Grey’s Anatomy 13×15 Civil War

Ho un po’ paura a dirlo ad alta voce, ma sembra proprio che Grey’s Anatomy, dopo il suo periodo alla Amelia Shepherd vagabonda, sia tornato sulla retta via.

Si perchè quest’anno GA ha parecchio vagabondato, fatto dei voli pindarici, ha avuto una crisi di identità.

Sarà la mezza età?

GA invecchia davvero come tutti gli show?

Nah, Grey’s Anatomy è come la pizza: nessuno ricorda in che anno siano nati, ma piacciono a tutti e non stancano (quasi) mai.

Quelli che sostengono il contrario, sono solo intolleranti al lattosio.

Ad ogni modo, questa stagione è un po’ l’Orlando Furioso di Shonda Rhimes.

Avete presente l’opera di Ludovico Ariosto?

Ecco, GA quest’anno me lo immagino esattamente così.

Ci sono delle promesse da mantenere, degli scopi, delle mete, degli obiettivi, dei traguardi da raggiungere, eppure erriamo un sacco.

I nostri personaggi sanno dove dover andare, cosa fare, qual è la loro missione, ma nel frattempo si perdono per strada per interi episodi.

Alex aveva il suo processo, ma ha anche Jo a cui pensare, la quale a sua volta ha una connessione con De Luca.

Meredith e Nathan stavano iniziando un percorso.

Come gli Omelia.

Come Arizona.

Tutti avevano dei punti chiave a cui arrivare, dei percorsi delineati da seguire.

Eppure ci siamo persi per strada.

Siamo finiti a parlare con i fantasmi in sala operatoria, siamo andati in un carcere federale, settimana prossima siamo in Montana e chissà, magari, entro la 13×24, Shonda ci porterà anche a visitare Disneyland.

Così, giusto per mostrarci i bambini di Meredith che tanto piacciono al pubblico.

Non siete eccitati?

Io no.

Di divagazioni ne abbiamo avuto anche troppe e sono state il vero big bad di questa stagione.

Hanno fatto perdere quel senso di coesione, credibilità alla storia, mandandoci in confusione e fottendo del tutto la continuity.

Questa è stata proprio la stagione del: “Potremmo ritornare”.

Perchè ci sono personaggi e storyline che sono stati letteralmente ignorati per mesi, senza avere un’interazione, mezza scena, manco per sbaglio.

E noi qui a sperare che un giorno, Alex parli con Jo.

Che DeLuca chiarisca i suoi sentimenti e la sua posizione verso la Wilson.

Che questa ragazza ci parli della sua storia perchè il mistero è bello, fino ad un certo punto.

Io ogni volta che guardo Jo Wilson mi sento come Raffaella Carrà che a The Voice nemmeno faceva esibire il concorrente ma partiva subito col terzo grado:

Ce le devi dare queste risposte, Jo Wilson.

Meritiamo di sapere.

Per non parlare delle nuove coppie con cui ho proprio la paura dell’effetto Maluca.

Sapete che cos’è l’effetto Maluca, no?

È una particolare condizione di stordimento, dovuta a mancanza di stimoli da Shonda Rhimes che ti getta in una condizione di ansia perenne in cui ti chiedi: ma veramente Maggie e DeLuca trombavano una volta? Sono esistiti davvero come coppia? Non è un’allucinazione?

Ecco, con Merdith & Nathan ho ancora questa paura.

Sono stupido? Sono esagerato?

Ditemelo voi se è normale che la protagonista di uno show metta in stan by uno degli intrecci più importanti della sua storyline presente, per.. quand’è l’ultima volta che Meredith & Nathan hanno interagito?

Ah già, era la 13×05.

Dove lei gli ha detto di “raffreddarsi.”

Non è che ci siamo raffreddati, ci siamo proprio congelati.

Quando li ho rivisti insieme in scena dopo MESI, mi si è proprio accesa una lampadina, come fosse una rivelazione, qualcosa di straordinario, raro.

È apparsa più volte la Madonna a Medjugorje che i Merthan in scena in due stagioni.

Quando ho visto questo episodio mi sono proprio detto: “Ah, è vero. Questi una volta si accoppiavano nei parcheggi.”

Capite quanti danni ha fatto questo vagabondare?

Non ha ridotto le interazioni tra i personaggi, le ha proprio azzerate, annullate del tutto.

Non ha diluito le storyline di questa stagione nel tempo, le ha proprio messe in stan by.

Per fortuna, queste esperienze alla Into The Wild, sembrano finite.

Negli ultimi episodi, GA sta tornando lo show che tanto ci piace.

Quello che fa dei suoi personaggi i punti di forza, che punta su di loro i riflettori della scena, senza lasciarli a fare passivamente da sfondo.

Le storie dei pazienti si legano alla perfezione a quello che i nostri beniamini stanno vivendo.

Una combinazione esplosiva e sempre perfetta.

Da non rottamare.

Mai.

E così, Owen e Amelia tornano a interagire dopo settimane di silenzio.

Certo, a fine giornata entrambi sono sul divano ad ascoltare l’album “Divide” di Ed Sheeran, ma almeno hanno parlato.

Finalmente un po’ di:

E quanto li ho shippati in quest’angst ritrovato.

Anche se non hanno fatto un solo passo in avanti.

Ma ci sono stati.

Ed è questo che conta.

Non pretendiamo i tarallucci e vino, non vogliamo le gioie sempre e comunque.

A noi basta che i nostri personaggi siano in scena, interagiscano tra di loro, anche con uno solo sguardo, una mezza frase, ma che ci siano.

Questa è l’unica certezza di cui abbiamo bisogno: sapere che determinati percorsi per cui facciamo il tifo, non finiscano nel dimenticatoio.

Puoi farlo Grey’s?

Riesci a continuare su questa linea fino alla 13×24?

O presto finirai col sbalzarci di nuovo fuori dal cuore dell’azione prendendo altri sentieri sbagliati che non portano a nulla?

  • Minnick

Il caso Minnick è entrato nel vivo e devo dire che sono felice dei turning points che questa storyline ha offerto.

Prendete tutta la questione April-Jackson-Catherine.

È stata una piacevole sorpresa è un cambiamento interessante.

La Minnick è solo il punto di rottura che ci permette di esplorare altre sfumature di questi personaggi, di portare la loro storia su un nuovo livello.

April alleata di Catherine e non più sua nemica.

Entrambe che depongono l’ascia di guerra e si scoprono più simili di quanto pensassero.

È interessante vedere fin dove April si spingerà in questa storia.

Che effetto avrà l’influenza di Catherine sulla sua vita? Sulla sua crescita come donna e chirurgo?

Sapete, queste due me le immagino un po’ come Miranda Priestley e Andrea Sachs de Il Diavolo Veste Prada.

April ha sempre visto Catherine come il suo esatto opposto e adesso, senza rendersene conto, guarda Catherine e vede una parte di lei.

Comincia ad accettare e a lasciarsi sedurre da quel mondo che ha sempre ritenuto stupido e non adatto ad una come lei: la fondazione Avery.

April che va a Chicago con Catherine è come Andrea Sachs che va alla Paris Fashion Week come prima assistente di Miranda Priestley.

Jackson in questa storia è Emily, quello che a fine episodio dice ad April: “come può aver scelto te? A te nemmeno importa di tutto questo? TU MANGI CARBOIDRATI, CRISTO SANTO”.

Perciò non vedo l’ora di scoprire quanto di Catherine Avery c’è in realtà in April Kepner.

Quale sarà la sua decisione finale?

Abbandonerà Catherine ritornando la ragazza di campagna col poster di Justin Timberlake come presta volto di Gesù appeso in camera o seguirà i passi della suocera fino ad aspirare a prendere il suo posto un giorno?

Non essere cogliona come Andrea Sachs, April.

Non farlo.

Ogni volta che vedo il finale del Diavolo Veste Prada sono sempre lì che urlo: “Dio Karen, quanto sei scema!”

 

Ricorda April, ricordale le parole di Catherine Priestley:

  • Richard

Comincia la resa di Richard che inizia a capire che tutte le guerre hanno un prezzo.

Qui non è morto nessuno, ma tutte le persone che si amano, sono su fronti opposti a combattere.

È questa è una cosa che lui non avrebbe mai voluto e che solo lui può fermare.

Se a questo ci aggiungete la mazzata finale di Arizona, Richard Webber si ritrova distrutto come Fedez per lo scherzo delle Iene con J-Ax.

Voglio bene ad Arizona e la shippo un sacco con Eliza, ma quando Richard la sorprende prossima al limone duro con la Minnick, io ero come la sorella del caso clinico di questa settimana, quella che se la prende col fratello perchè il suo fidanzato ha fritto il padre al posto del tacchino.

Che cosa hai fatto Arizona Robbins? Che cosa hai fatto a nostro padre?

 

  • Alex

Sicuramente hanno sostituito Alex con qualcuno che gli assomiglia in questo episodio, perchè di lui non ho visto manco l’ombra.

Alex Karev era totalmente OOC che un lato di me è ancora convinto che sia a casa, sul divano di Meredith a binge watcharsi The Vampire Diaries su Netflix.

A proposito, l’avete visto il series finale di TVD?

Shonda Rhimes ha prestato uno dei camici da specializzando a Julie Plec per farlo indossare a Nina Dobrev che tra l’altro, ci sta da dio in quel camice.

La Plec, per ringraziare la Rhimes, l’ha omaggiata con la storia di Elena specializzanda e di Damon che le (ri)costruisce casa Gilbert come un Derek Shepherd qualunque.

Ecco, Alex era a vedersi tutto questo a casa, perchè quello a lavoro questa settimana, chi era?

Un Alex non immaturo, perchè l’abbiamo conosciuto da immaturo e non era nemmeno così, ma è proprio un Alex bambino.

Quello che vuole comandare lui, fare il minimo indispensabile a costo e rischio zero e se qualcuno osa contraddirlo, corre tra le gonne della mamma.

“Maestra, Nathan Riggs mi ha rubato l’astuccio dei Pokemon”.

È una cosa così imbarazzante che spero solo che questo doppelganger di Karev venga fatto fuori presto per far tornare in gioco la versione originale.

  • Meredith & Nathan 

Non c’è molto da dire.

Nel senso che anche se abbiamo già detto di tutto su di loro in passato, quando avevano screentime prima di sparire nel nulla, possiamo continuare a parlarne per ore solo perchè, non so voi, ma io non ricordo l’ultima volta che ho shippato così e così tanto qualcuno.

Potremmo parlare fino a giovedì prossimo di ogni singolo istante delle loro scene.

Analizzarli come si analizza un calcio di rigore in un qualsiasi programma di Italia 1.

Rai 2 non conta, perchè con QCC fanno il calcio biondo, quello divertente che anch’io riesco a seguire.

Potremmo parlare per giorni di Meredith Grey che palesemente cerca scuse per toccare Nathan Riggs.

Per non farlo andare via e continuare la loro chiacchierata. Quella mano sul braccio\petto che dice COLLEGHI UN CAZZO. Siamo ben oltre.

Di quella zarroganza e prepotenza del “se vuoi arrivare da qualche parte con me” = Tu sei roba mia. Ti riprendo quando voglio. Che ci ricorda la sua massima alla The Lady di settimana scorsa: “Se voglio tenere qualcuno nella mia vita, lo tengo nella mia vita.”

 

Di quel finto “oh, excuse me?” stile “what did you say?” della 12×23. Quello spudorato gioco tra di loro.

Di lei che lo difende con Alex. Con Alex.

Meredith Grey ha detto ad Alex Karev che Nathan Riggs ha uno snake nelle mutande e Alex è così rinco ultimamente che ha capito che Nathan Riggs è una serpe.

Ovviamente Meredith queste cose non poteva spiegargliele alle 8 di sera su ABC.

Potremmo però parlare di quella scintilla negli occhi di lei nell’ultima scena che mai avrei pensato di rivedere in Meredith Grey dopo 10 anni e con qualcuno che non fosse Derek.

Sono i dettagli a fare la differenza.

Meredith Grey c’ha gli occhi che parlano e che dicono che she is in love, again.

Ovviamente siamo tutti gelosi perchè io voglio bene a Mer più di quanto lo voglia a un mio familiare, però sta stronza non si è dovuta nemmeno iscrivere a Tinder per trovare l’amore, le è proprio piovuto addosso, da un giorno all’altro è entrata in ascensore e si è trovata l’altra metà della mela, senza dover passare tra decine di appuntamenti fallimentari, di “ciao foto nuda?”, di “io non sono come tutti gli altri. Di me ti puoi fidare… ciao foto tette? No scusa, ho sbagliato chat.”

Non puoi sputare in faccia a sta fortuna Meredith, non puoi dar via questa botta di culo così.

Devi farlo per tutti i tuoi fan single, per noi che nel parcheggio ci troviamo solo il parcheggiatore abusivo che ci segue solo perchè per levarcelo di torno gli abbiamo detto: “non ho spicci, ho lasciato il portafogli in macchina.”

 

Voto: 7

 

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