Spellbook 5×10 Not Necessarily To Be Strong/5×11 But To Feel Strong

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5×10 Not Necessarily to Be Strong/5×11 But To Feel Strong

 

  • Castello DeLuc, corridoio principale del primo piano

 

Rose sente quel battito nel cervello, si fa sempre più forte e sembra volerla uccidere. La testa le scoppia, è come  la sbronza post incantesimo della verità. Se non peggio. Si sente morire, tanto che non riesce a tenere gli occhi aperti completamente.

Quella sensazione torna, stavolta per liberarla. Rose vomita in uno dei secchi del castello DeLuc. Si poggia al muro, sfinita. Il golfino è ancora pieno di sangue, guarda le sue mani, tremano ancora. Un pianto spezzato e disperato accompagnano una lenta agonia.

“Lo sai, dicono che l’amore può curare tutto.”

Hendius si siede accanto a lei, che continua a piangere ininterrottamente, sembra inconsolabile.

Hendius: l’amore per una persona amata, per un amico, per un’amica.

Hendius si concentra nel guardarla.

Hendius: non volevo arrivare a questo, Rose. Non doveva morire nessuno. Ma TU me l’hai fatto fare.

Rose lo guarda, non riesce a proferire parole, è troppo addolorata.

Rose: perché?!

Hendius: è stato un danno collaterale.

Rose non riesce neanche a rispondere, non può. Continua a soffrire nel suo pianto disperato.

Hendius: ora verrai con me?

Rose risponde subito di sì, non esita neanche un secondo.

Rose: sì, sì ma ora lasciali stare, ti prego.

Hendius: non ucciderò nessun altro se tu mi ascolterai. Lo prometto. Andiamo.

Rose: è appena successo, ti prego. Non ce la faccio.

Rose guarda la scia di sangue che si è portata fuori dalla stanza in fondo al corridoio, dove è da poco morta una delle persone a cui tiene di più al mondo. O teneva.

Hendius: andiamo.

Rose guarda la mano di Hendius, senza esitare di nuovo, inizia ad alzarsi per andare con lui.

  • Qualche settimana prima…

Rose attende pazientemente il suono quasi dolce dell’acqua che bolle. Ormai è un po’ entrata nel giro delle tisane, la Zia Meredith le ha detto che funzionano e rilassano. Non sa se sia vero, ma semplicemente prepararsi una tisana di prima mattina la fa sentire meglio. E ne ha bisogno, considerando che le ultime settimane a Twinswood sono state al limite. Nervose. Fuori da qualsiasi calma. Eppure è questa l’aria che si respira in questa particolare mattinata.

“Uh, vedo che le tisane ti hanno conquistata”

Meredith entra in cucina, poggiando la borsa sull’isola.
Rose: non lo so. Mi sento una specie di quarantenne sull’orlo di una crisi di nervi, che cerca di vivere una vita sana ed evitare grossi problemi il più possibile.
Meredith: lo sai, mi piaci quando sei così.
Rose: nervosa?
Meredith: no, produttiva.

Meredith guarda la cucina, è piena di strane ampolle e pozioni.
Meredith: sono per il grande cattivone?
La zia ancora non è entrata nel giro della magia, ma Rose inizia sicuramente a dirle più cose.
Rose: sì, anche se come al suo solito sparisce all’improvviso e non si fa vedere per giorni.
Meredith: e Ben?

Rose sobbalza
Rose: perché mi chiedi di Ben?
Meredith: non lo so, ormai la memoria gli è tornata da qualche settimana. Non ha cercato di avere un contatto con te?
Rose: no.
Rose abbassa lo sguardo, fingendo di concentrarsi sulle pozioni… e sulle tisane.
Meredith: ma stasera c’è la cena da Bright ed Evan, la cena pre-matrimonio.
Rose sospira, nervosa
Rose: esatto.
Meredith: quindi forse lo rivedrai.
Rose continua a mischiare i suoi intrugli.
Rose: già.
Meredith: Morrison ha lasciato Ron all’asilo. Se vuoi, possiamo passare una giornata insieme, dico in albergo che…
Rose: Zia, non ti preoccupare. Sto bene. Considerando tutto.
Meredith la guarda, non del tutto convinta.
Meredith: ok.
Prende la borsa, pronta ad uscire. La porta sul retro viene aperta da Matthew che entra con qualche Cappuccino di Starbucks.
Matthew: Zia.
Meredith: ti prego, non chiamarmi così.
Meredith sgattaiola via, mentre Matthew poggia la colazione, cercando di evitare le pozioni.
Matthew: una di questa uccide i vampiri?
Rose ridacchia, divertita
Rose: chi lo sa.
I due si scambiano un tenero bacio.
Matthew: allora, ti faccio un breve bollettino. Ho visto i Whittermore Boys correre per tutta Twinswood, onestamente non capisco le persone che fanno sport di prima mattina ma…
Rose: aspetta. I Whittermore Boys?
Matthew: Jack, Oliver e Ben. Come li vogliamo chiamare? I Backstreet Boys?
Rose: Matt.
Matthew: forse preferivi gli N’SYNC? O eri troppo piccola?
Rose: Matt.
Matthew: ok, ok.
Rose: sono contenta che Benjamin passi del tempo con loro. È giusto.
Rose prende delle spezie che le servono per la pozione.
Matthew: mmm…
Rose: a me non hanno mai chiesto di fare Jogging. Jack ed Oliver, intendo. Però… immagino sia una cosa da… padri e figli.

Matthew: non essere sessista, Rosie. La conversazione sta decisamente prendendo una piega strana.
Rose: voglio solo dire che…
Matthew voleva sicuramente smorzare la conversazione e cercare di far parlare Rose riguardo Ben. Argomento che la strega sembra non voler toccare.
Rose: comunque, devo andare da Maggie. Deve parlarmi, sembrava urgente.
Matthew: per lei è tutto urgente.
Rose: con Hendius in circolazione. Così silenzioso e…
Matthew: già, mi mancano un po’ i cattivoni rumorosi. Tipo Tiberius.
Rose: era così hot.
Matthew: e aveva un grande stile.
I due si sorridono, divertiti.
Matthew: ti porto a scuola.
Rose prende il suo Cappuccino, lasciando stare le tisane.

Per le stradine e i campi di Twinswood, i Whittermore Boys, ovvero Jack, Oliver e Benjamin, continuano ad allenarsi. Ormai corrono da circa due ore. Benjamin pensa che questo lo aiuterà a sfogare un po’ di energie.
Oliver: siamo vicini alla scuola.
In lontananza, si può notare la scuola di magia acquistata da Luke e che ormai funge da quartier generale.
Jack: direi di fare una pausa.
Benjamin beve un po’ d’acqua, guardando i figli, identici, ma comunque ognuno con le sue particolarità e le sue caratteristiche uniche.
Benjamin: direi di tornare indietro.
Jack: papà…
Benjamin alza lo sguardo verso Jack.
Jack: hai quell’appuntamento con Maggie.
Benjamin: già, non sono sicuro di volerci andare.
Oliver: devi. Abbiamo bisogno di più aiuto possibile.
Jack guarda Oliver, sospirando
Jack: non lo costringere. Se non vuole andarci…
Benjamin guarda i figli, chiaramente speranzosi del suo aiuto.
Benjamin: ok. Ok, verrò.

Charlotte è seduta sugli scalini appena fuori l’entrata della grossa mansion che funge da scuola, in lontananza guarda i Whittermore Boys.

Andy si siede accanto a lei.
Andy: Charlotte.
Charlotte sobbalza, era alquanto presa.
Andy: hey.
Andy le sorride
Charlotte: Andy.
Andy: stai andando forte.
Charlotte: sto andando forte?
Andy: intendo… con la magia. L’ho notato.
Charlotte: oh, grazie.
Andy: lo sai, secondo me io e te potremmo diventare ottimi amici. Abbiamo parecchie cose in comune.
Charlotte lo guarda, sorpresa
Charlotte: ad esempio?
Andy: beh, come prima cosa, ti piace il gemello del mio ragazzo. Quindi stessi gusti in fatto di uomini.

“Si fa un po’ di sano girl talk qui?”

Alice si siede accanto ad Andy.
Andy: ammiriamo il panorama.
Andy guarda i tre Whittermore. E che panorama!
Alice: come vi capisco.
Non molto lontano da loro, il Custode si prende cura dei giardini della scuola… rigorosamente a petto nudo.
Charlotte: ok. Stiamo davvero sbavando dietro a dei tizi senza t shirt?
Andy: sì.
Alice: decisamente.
Charlotte non è solita a queste cose, ma è sicuramente divertita.

“Ciao Charlotte”

Eric, il mago-angelo biondo, saluta la ragazza, passando per il cortile insieme a Red.

Eric

Charlotte: ciao.

Eric e Red si allontanano, mentre i Whittermore Boys procedono verso l’entrata della scuola. Con le maglie.

– Castello DeLuc

“Leda, Leda!”

Bright urla il nome della ragazza ad alta voce, mentre procede verso la sua stanza nel corridoio del secondo piano del castello DeLuc. Si fa avanti, aprendo la porta e beccando Leda e Lucas alla fine di un momento di passione.

Bright: oh Dio!
Bright si copre gli occhi. Lucas si alza, completamente nudo, procedendo verso i suoi vestiti.
Leda: buongiorno Brighty!
Leda cerca il reggiseno, deve essere da qualche parte tra le coperte.
Lucas continua a vestirsi, è sicuramente un bel vedere.
Leda: non fare il finto santarello, Bright. Lo sappiamo tutti che ormai quella parte non ti si addice più.
Lucas è finalmente mezzo vestito, quindi Bright può aprire gli occhi.
Lucas: ehm, ci vediamo dopo?
Leda annuisce, mentre Lucas esce ancora semi-nudo dalla sua stanza.

Bright corre verso di lei
Bright: che storia è?
Leda: che storia?
Leda si veste frettolosamente
Bright: è una walk of shame. Questa è una walk of shame.

Leda: non è una walk of shame, Bright. Bisogna tornare a casa per fare una walk of shame, io ero già a casa mia. E non mi vergogno affatto di fare del sano e straordinario sesso occasionale.
Bright: ok, ma lo ami?
Leda: l’ho amato.
Bright: e vuoi tornarci insieme?
Leda: Bright. È sesso.
Bright: tu non sei così. Non eri così.
Leda: mi stai dando velatamente della troia?
Bright: no. Voglio dire… volevi una grande storia d’amore. Volevi…
Leda: ce l’avevo. E l’ho persa.
Bright guarda Leda, sospirando
Bright: mi dispiace. Non volevo far riaffiorare…
Leda: nessun problema. Ora andiamo a scegliere questi vestiti.
Bright: ok, volevo qualcosa di abbastanza sobrio tipo…
Leda: non ti preoccupare, ci penso io.
Bright: sì, ma…
Leda: Bright, mi hai chiesto tu di essere la tua Jennifer Lopez in The Wedding Planner
Bright: non sono sicuro di capire la citazione ma…
Leda: andiamo!

– Camera da letto di Luke, Castello DeLuc

Tatia si guarda attraverso lo specchio. La pancia è appena pronunciata ma comunque si vede. Fa così strano pensare che dentro di lei ci sia qualcosa, qualcosa che vive. Un qualcosa che un giorno sarà un essere umano… forse. Non nega, almeno a se stessa, di avere un po’ paura riguardo ciò che stia crescendo dentro di lei.

Luke si poggia alla porta, ammirando la donna mentre si tocca il ventre. Anche nel vampiro c’è un cenno di preoccupazione, ma viene quasi nascosta dalla felicità di vedere quel riquadro.

Luke: ho avuto un’idea.

Tatia si copre subito il ventre.
Tatia: un’idea?
Luke: visto che non vuoi andare in ospedale…
Tatia: già, che cosa direbbero?
Luke: beh, non te ne ho parlato in questi giorni perché volevo che ti rilassassi un po’ ma… possiamo sempre chiedere aiuto a…
Tatia: non dire il nome che inizia per S.
Luke: Rose inizia con la R. Intendi Sabrina?
Tatia: no, intendo stronza. Certo.
Tatia prende un maglioncino, infastidita
Luke: perché non glielo vuoi dire? Lei potrebbe aiutarci, potrebbe aiutarci a capire come è successo.
Tatia: davvero non sai di vampiri che hanno avuto figli nella storia?
Luke: beh, Bella Swan?
Tatia: il tuo umorismo da ragazzina quindicenne non è divertente.
Tatia si ferma un attimo.
Tatia: oh Dio, questa gravidanza mi sta rendendo più antipatica di quanto io fossi già.
Luke: pensavo amassi essere antipatica.
Tatia: certo che lo amo. Ma c’è una soglia di sopportazione anche per me. Ieri ho visto un episodio di This Is Us e sono scoppiata a piangere.
Luke: penso sia normale.
Tatia: NON PER ME. Io le prendo in giro queste serie tv. Che cosa mi sta facendo? Che cosa c’era nel tuo sperma?
Luke alza gli occhi, a questo punto vorrebbe davvero saperlo anche lui.

“Coniugi DeLuc?”

La voce di Matthew rimbomba fino al piano inferiore.

Tatia: non dire niente a Sabrina o ti strozzo con quelle tende orribili!

Luke scende velocemente le scale che portano al salone principale del castello. Rose e Matthew sono proprio lì.

Luke: buongiorno.
Rose: sei pronto?
Luke annuisce, cercando di capire se Tatia stia spiando la conversazione in qualche modo.
Matthew: allora, come sta il mio Best Friend ormai impegnato nella vita casalinga?
Rose sorride, divertita
Luke: piantala. Posso parlarti per un secondo?
Luke guarda Rose, alquanto preoccupato
Rose: certo.
Matthew: me ne devo andare? Seriamente?!
Rose: metti in moto la macchina, Matt.
Matthew guarda i due.
Matthew: che cosa mi state nascondendo?
Rose: niente. Sono cose…
Matthew: è tornato il Roke?
Matthew ridacchia, se Rose e Luke devono parlare, probabilmente ci sarà un motivo preciso.
Matthew: vado a mettere in moto la macchina.
Matthew esce lentamente dal castello.

Rose: dovrò dirglielo, prima o poi.
Luke va verso il bancone del bar
Rose: riguardo quello che mi hai detto del Sine Qua Non, intendo. È il tuo migliore amico.
Luke: e?
Luke versa del succo di frutta alla pera a Rose. Ricorda ancora i suoi gusti.
Rose: e… non voglio segreti con Matthew.
Luke si siede accanto alla strega, sul divano del salone principale.
Luke: sei davvero seria riguardo questa relazione, eh?
Rose annuisce
Luke: mi fa piacere.
Rose: credevi che non lo fossi?
Luke: lo vedremo. E te lo dico da amico di Matt. Ma anche da amico tuo.
Rose: Luke.
Luke: Ben?
Rose tentenna, cercando di trovare un modo di rispondere.
Rose: non lo so. L’ultima volta che ci ho parlato mi ha urlato contro. E mi ha detto che mi voleva fuori dalla sua vita.

Luke: beh, quando siamo arrabbiati diciamo cose abbastanza pesanti.
Rose: credo che fosse serio.
Rose abbassa lo sguardo
Luke: devi dargli un po’ di tempo.
Rose scoppia in una risata isterica, quasi non riesce a smettere.
Luke: hey.
Rose: scusa, ridevo del fatto che tu mi stai dando consigli su…
Luke inizia a ridere. Forse gli serviva.
Rose: su tutto questo. È incredibile.
Rose e Luke si fissano per qualche istante.
Rose: ho bisogno… che tu mi dica che andrà tutto bene.
Luke sorride
Luke: io?!
Rose: sei la persona che cerco quando… ho bisogno di essere calmata. Lo sai.
Luke: andrà tutto bene, Rose.
Rose: grazie per aver mentito.
Luke: dicono che sono bravo.
I due, di nuovo, si sorridono.
Rose: ho cercato delle cose sul Sine Qua Non, ho chiesto anche a Bright, perché ha i ricordi del libro, senza ovviamente fare dei riferimenti a te. E non ci sono letteralmente scappatoie.
Luke: bene.
Rose: ma io…
Luke: non ho paura di morire, Rose. Ero pronto a farlo qualche anno fa. Ma…
Rose: Luke, non ti preoccupare. Io troverò…
Luke: Tatia è incinta.
Rose, sconvolta, pensa di aver capito male.
Rose: cosa?!
Luke parla a bassa voce
Luke: è di sopra e non vuole che tu lo sappia, quindi…
Rose: COME?!
Rose non riesce ancora a crederci.
Luke: non lo so.
Rose: scusa se te lo chiedo ma… è tuo?
Luke guarda Rose in malo modo.
Rose: ok, domanda stupida. Scusa.
Luke: puoi chiedere a Bright? Senza ovviamente…
Rose: ci proverò, promesso.
Luke: verrai alla cena stasera?
Rose fa un grosso sospiro
Rose: beh, il mio migliore amico si sposa.
Luke: e si sposa anche il migliore amico di Ben.
Rose: torniamo al discorso di bambini vampiro e morti annunciate, ok?!

– Centro di Twinswood

Leda e Bright continuano senza sosta ad andare da un negozio ad un altro, Leda non sembra quasi mai soddisfatta.
Bright: seriamente, quell’abito bianco era fantastico.

Leda: no, era così banale. E tu non sei una sposa banale, Bright.
Bright sbuffa, portando le buste di vari negozi in cui Leda ha comprato vari vestiti
Bright: mi dispiace che Rose non sia con noi.

Leda: sai com’è, quando sei la prescelta che combatte le forze del male e tutto il resto, non hai tempo di pensare ad organizzare matrimoni. Per questo ci sono io.
Bright la guarda, affranto.
Bright: non lo so, sento che questa sera potrebbe succedere qualcosa di brutto.

Leda: Bright, è la cena pre-matrimonio. Goditela, non stressarti.
Bright: come faccio a non stressarmi? Potrebbe essere una cosa tipo…
Leda: invito a cena con delitto?
Bright: non lo so. Forse. Rose e Ben nella stessa stanza dopo giorni.
Leda: forse dovevate fare due cene. Una con Rose e una con Ben. Prima o poi bisognerà schierarsi.
Bright guarda Leda, curioso.
Bright: io non voglio schierarmi. Voglio bene ad entrambi.
Leda: ma Rose è tipo tua madre, quindi.
Bright: non hai capito davvero niente di cosa sono, vero?
Leda: sei uno splendido involucro di energia che presto si sposerà con l’amore della sua vita. Sono così invidiosa. Adoro i matrimoni. Uh, devo avere quella gonna.
Leda entra nel negozio che ha appena avvistato, lasciando Bright fuori con le buste.

“Non ho ancora ricevuto il mio invito”

Bright pone lo sguardo davanti a sé, Hendius, sorridente, lo guarda.
Bright: cosa ci fai qui?
Hendius: ti osservavo, Bright. Sei mio figlio. Mi importa di te.
Bright: sei sparito per settimane.
Hendius: ho avuto da fare, lo ammetto. Sono in arrivo un bel po’ di sorprese.
Bright lo guarda, spaventato.
Bright: sorprese?
Hendius: non ti preoccupare. Non ho intenzione di rovinare la vostra deliziosa cenetta. Forse ci penserete voi stessi, con le vostre questioni adolescenziali… anche se non siete adolescenti. Mi sto appassionando, comunque. Cosa succederà tra Matthew, Rose e Benjamin? Non vedo l’ora di scoprirlo. È più appassionante di una serie tv.
Bright: che cosa hai intenzione di fare?
Hendius: non ti manca tua madre, Bright?
Bright guarda Hendius, è particolarmente colpito da quella frase. Anche se stranito.
Bright: non l’ho mai conosciuta.
Hendius sorride, sembra quasi emozionato.
Hendius: lo sai. Succederà.
Bright non riesce a capire.
Hendius: devo dire che sono deluso, tuttavia. Ti ho dato tanto tempo, ti ho detto chiamami quando vorrai liberarti del vampirismo.
Bright: e se io non volessi?
Hendius: tu vuoi. Perché non saresti mai dovuto diventare un vampiro.
Hendius inizia a perdere la calma, è così palese, e anche i passanti se ne accorgono.
Bright: voglio stare con Evan, per sempre.
Hendius: qualche volta un padre è costretto… a dare una lezione al proprio figlio. Anche se non vorrebbe, anche se gli fa male. Specialmente se è per il suo bene.
Bright: tu non sai niente di me.
Hendius: io so tutto di te. Tu sei parte di me.

“Ok, forse ho speso troppo.”

Leda esce dal negozio, con ben due nuove buste. Bright pone lo sguardo su di lei e poi ritorna a guardare davanti a sé. Hendius non c’è più.

Leda: Bright, va tutto bene?

– Scuola di Magia di Twinswood

“Più in alto.”

Charlotte, affranta, tenta di capire le istruzioni di Jack nel giardino principale della scuola di magia.

Charlotte: più in alto? Dovrei indirizzare un incantesimo più in alto, sei serio?

Jack si avvicina alla ragazza, facendole vedere le mani.
Jack: la magia… è energia. Le tue mani permettono all’incantesimo di essere manipolato. Puoi lanciare una sfera di energia debole o potente a seconda di come le muovi.
Jack prende le mani di Charlotte. Al solo tocco, lei prova un forte brivido lungo la schiena.
Jack: se lo punti più in alto, c’è meno rischio che cada a terra.
I due si guardano, complici.

Charlotte: già.
Jack lascia le mani della ragazza, quasi spaventato.
Jack: bene.
Charlotte: grazie.
Jack va verso il suo borsone, pronto ad andare.
Charlotte: te ne vai?
Jack: devo prepararmi. Stasera c’è la cena di Bright ed Evan.
Charlotte: li shippo così tanto. Sono così belli insieme.
Charlotte sorride, genuinamente felice per la coppia.
Jack: tu cosa farai?
Charlotte: beh, io… penso che me ne starò in camera a leggere.
Jack: vuoi venire?
Charlotte lo guarda, non riesce a credere che lui gliel’abbia veramente chiesto.
Charlotte: alla cena?
Jack: sì, sono sicuro che a Bright ed Evan farà piacere.
Jack non sa neanche perché l’ha fatto, è stato un qualcosa di spontaneo.
Charlotte: a te farà piacere?
Jack abbassa lo sguardo poi lo rialza, con il sorriso più bello del mondo.
Jack: sì, Charlotte. Mi farà piacere.
Charlotte: ok. Allora… a dopo.
Jack le fa un cenno e poi si allontana, Charlotte cerca di contenere l’emozione. È così felice.

“Charlotte.”

Eric si avvicina, di nuovo.
Charlotte: Eric, finito le lezioni anche tu?
Eric annuisce
Eric: stai spesso con Jack Whittermore.
Charlotte lo guarda, nervosa
Charlotte: sì, è un bravo insegnante.
Eric: ma non una brava persona.
Eric guarda Charlotte intensamente.
Charlotte: cosa vuoi dire?
Eric: non lo sai quello che ha fatto?
Charlotte: beh, so che ha commesso degli sbagli in passato ma…
Eric: sbagliare vuol dire andare a sbattere contro un albero. Lui ha ucciso.
Charlotte guarda Eric, palesemente preoccupata.

– Sotterranei della scuola di magia.

Jadar, dopo giorni, è ancora incantenato al muro. Ha un letto, merito di Jack. Le sue catene sono protette da incantesimi molto potenti, lanciati da Maggie e Rose. Jack ha una busta con sé, dentro ci sono due cheeseburger e tante patatine fritte.

“Non necessariamente di essere forti. Ma di sentirsi forti.”
Jadar continua a ripetere queste parole sotto voce.
Jack: che cosa stai dicendo?
Il minore dei Whittermore, anche se ora non lo sa, è proprio davanti suo fratello maggiore.
Jack: tieni.
Jadar ridacchia, divertito.
Jadar: wow, mi sono meritato i cheeseburger?
Jack guarda Jadar, tentando di vederci Rose o Ben. Un po’ somiglia ai tratti del padre.
Jack: non so cosa fare con te.

“Dovremmo liberarlo.”

Il custode, con la sua voce profonda, distrae la reunion.
Jack: no. Gli altri non sanno quello che sappiamo noi.
Jadar guarda Jack.
Jadar: e che cosa sai?
Custode: se vogliamo fermare Hendius… dobbiamo…
Jack: senti, lo so che sei il suo Custode. È tutto molto carino, ma questo qui è fuori di testa, la metà delle volte non ricorda cosa ha fatto ieri.
Jadar: sono proprio qui.
Custode: è perché Hendius ha compromesso la sua mente.
Jadar: Hendius mi ha salvato.
Jadar dice queste parole a denti stretti.
Jack: oh, falla finita. Sindrome di Stoccolma, eh?
Custode: voglio liberarlo.
Jack si avvicina al Custode.
Jack: senti Jackie Chan, dammi un po’ di tempo. Devo parlarne con mia madre.
Custode: perché non le hai detto niente ancora?
Jack sa la reale motivazione. Ma non è un’informazione che vuole condividere con il Custode.

– Ufficio di Maggie, Scuola di magia di Twinswood

Benjamin attende pazientemente Maggie nel suo ufficio. È da qualche minuto che aspetta ormai ma sembra un’eternità. Entrare in un posto pervaso di magia non è più facile per lui. Non vuole ricordare. Non può.

La porta si apre, palesando Alisia, la Principessa di Handrar.

Benjamin la guarda, sorpreso.

Benjamin: Alisia?
Alisia: Benjamin.
I due si guardano, sorridenti. Benjamin si alza verso di lei, abbracciandola.
Benjamin: come?!
Alisia: sono qui da un po’ ormai.
Benjamin non è sicuramente abituato a vederla in abiti normali. Consoni a dove si trovano.
Benjamin: non riesco a credere che tu sia qui.

“Ma lo è.”

Maggie, accompagnata da Rose, Matthew e Luke entra nell’ufficio. Rose ha assistito, in parte, alla scena tra Benjamin e Alisia.

Alisia e Luke si guardano per qualche secondo, come se si fossero conosciuti da qualche parte.

Maggie: la Principessa Alisia è di vitale importanza per il nostro piano e la formazione dei ragazzi.
Benjamin: che cosa sta succedendo?
Rose guarda Ben, anche sentirlo parlare ormai è così strano.
Maggie: cosa vuole dire, Signor Whittermore?
Benjamin: Jack non mi aveva detto che ci sarebbero stati anche loro.
Matthew: Benjamin, se vuoi…
Benjamin si alza, infastidito.
Benjamin: voglio aiutare Jack ed Oliver, i miei figli. Perché me l’hanno chiesto. Ma…
Maggie: sei importantissimo per noi Benjamin, sei una grande risorsa, sei un mago potente. E se riuscirai a canalizzare quell’energia in qualcosa di positivo…
Benjamin: io non voglio canalizzare niente. Io non voglio fare magie. Non voglio stare qui.
Rose non sa che cosa dire. Non sa neanche se le convenga dire qualcosa.
Benjamin: ha sbagliato persona, mi dispiace.
Benjamin procede verso l’uscita a passo veloce.
Rose: ci penso io.
Rose lo segue, deve farlo.

“Ben, Benjamin”

Rose non urla più di tanto, è quasi intimorita nel farlo. Benjamin si ferma nel bel mezzo del corridoio principale della Scuola di Magia.

Benjamin: cosa?
Rose: ascolta, io…
Benjamin: TU niente.
Rose lo guarda.
Benjamin: cosa credevi? Che sarei venuto qui e avrei accettato di aiutarvi perché me lo chiedevi tu?
Rose: io non ne sapevo niente.
Benjamin: tu credi di avere ancora influenza su di me?
Rose non riesce a capire dove voglia andare a parare.
Benjamin: sono passati cinque anni. Stavo per sposare un’altra donna. Amavo Jo. Stai lontana da me. Per favore.

Benjamin si allontana ancora a passo veloce, Rose resta lì, sconvolta. Benjamin voleva ferirla e c’è riuscito pienamente, è così chiaro nel suo volto, ed è così chiaro a Matthew, che la guarda, deluso.
Rose non dice nulla. Matthew si allontana, semplicemente.

“Perché fanno così gli adolescenti?”

Maggie, palesemente preoccupata per la situazione attuale del mondo della magia, cerca di calmarsi nel suo ufficio. Luke e Alisia sono ancora lì. Rose rientra, ancora scossa da ciò che è appena successo.

Luke: tutto bene?
Alisia: che cosa è successo? Perché Benjamin era così turbato?
Maggie guarda Rose.
Maggie: sei sicura di non poterlo convincere?
Rose: no. Non… mi darà mai ascolto. In più, credo che non voglia avere a che fare con questo mondo.
Maggie: è un Whittermore. Hendius è praticamente la sua famiglia, prima o poi tenterà di usarlo come pedina.
Rose pensa al Bright del futuro, al fatto che sia tornato su comando della Rose del futuro.
Maggie: non abbiamo aggiornamenti su Hendius. Non sappiamo che cosa stia facendo o che cosa stia tramando. Ma ha ucciso tutti i pulitori che conoscevamo. Quindi la magia è più che mai a rischio esposizione. La casa bianca, L’FBI, dopo che un mago ha ucciso una persona in diretta nazionale… ci stanno alle calcagna. Potrebbe letteralmente nascere una nuova caccia alle streghe e nessuno qui sembra voler collaborare.
Rose: stiamo facendo del nostro meglio.
Maggie: come?! Nessuno vuole storcere informazioni a Jadar.
Rose: noi non torturiamo la gente.
Maggie: loro lo farebbero con noi. Con uno di noi. Senti Rose, ho fiducia in te, conoscevo Lisandra e so… che la sua speranza non può deludermi.
Rose guarda Maggie, è così stanca di dover rispondere alle aspettative della gente.
Maggie: forse dovremmo provare qualcosa di nuovo…
Rose: no.
Maggie: come?
Rose: stasera c’è la cena pre-matrimonio del mio migliore amico.
Maggie: Rose, ci sono cose più importanti…
Rose: ci saranno sempre. Ma se ci perdiamo questi momenti… allora cosa viviamo a fare?
Maggie guarda la strega, sperando che il tempo sia a loro favore.

– Casa di Bright ed Evan, Twinswood

“Ok, l’arrosto è quasi pronto”

Evan arriva in salone, soddisfatto delle sue doti da cuoco. Bright controlla la tavolata e già immagina il peggio. Ancora non è arrivato nessuno.
Bright: questa è stata una cattiva idea.
Evan: perché?
Bright: oggi c’è stata una scenata alla scuola di magia. Rose… mi ha chiamato. Ben era lì.
Evan guarda Bright, curioso.
Evan: è una situazione difficile. Ma… io e te ci sposeremo. E voglio che i nostri amici siano qui. Voglio che siano contenti per noi.
Bright si stringe ad Evan.
Evan: insomma, perfino nostro figlio assisterà al nostro matrimonio.
Bright sorride, pensando ad Andy.
Evan: ci vogliono bene. Lasceranno i loro drammi a casa per una sera.
Evan percepisce che Bright ha qualcosa che non va. Dopo anni, riesce a capirlo subito.
Evan: va tutto bene? Oltre questo, intendo.
Bright: tu hai un padre psicopatico che… vuole distruggere l’umanità?
Evan: Tiberius contava?
Bright ridacchia, divertito
Bright: no.
Evan: Hendius verrà fermato. Rose… e Ben e tutti gli altri. Noi, come una squadra, lo fermeremo. Ma prima, mangeremo un buonissimo arrosto con le patate.
Bright: ti amo.
Evan: ti amo.
I due si scambiano un bacio passionale, che potrebbe trasformarsi in altro, se non fossero in arrivo ospiti.

– Casa Wilson

Colonna Sonora: Scared to Be Lonely (Acoustic)

Rose si sistema le spalline del vestito, attenta, specchiandosi nel grosso armadio della sua stanza.

“Sei bellissima.”

Matthew, alla porta, è arrivato da poco.
Rose: hey. Sei sparito.
Matthew, vestito per bene, avanza nella camera di Rose.
Matthew: lo so.
Rose si riguarda nello specchio.
Matthew: ne parleremo mai?
Rose guarda Matt, di nuovo.
Rose: di cosa?
Matthew: di Benjamin. Da quando gli è tornata la memoria… tu non ne hai mai parlato e questa cosa mi sta uccidendo e…
Rose: Matt.
Matthew: per favore.
Matthew la guarda, come se stesse attendendo la risposta più importante della sua vita.
Rose: cosa vuoi sapere?
Matthew: non lo so. C’è qualcosa da sapere?
Rose si gira completamente verso di lui. Lo raggiunge, gli prende lo mani e lo accompagna sul letto. I due si siedono uno accanto all’altra.
Rose: sono passate poche settimane per me. Non cinque anni. Da quando… ho deciso di…
Matthew: sacrificare qualsiasi cosa per lui.
Rose: quello che voglio dire è che sono stata sputata in una realtà del tutto nuova.
Matthew la guarda
Rose: non ho dubbi su quello che provo per te. Ho fatto l’amore con te. Non l’avrei mai fatto se non…
Matthew le tiene le mani. Le stringe, le accarezza.
Rose: vorrei solo avere un attimo di pace. Un attimo per respirare.
Rose, disperata, avrebbe semplicemente bisogno di fermarsi e capire.
Rose: tu sei una delle cose più belle per me in questo momento.
Rose accarezza il viso dell’uomo.
Rose: non voglio perderti.
Matthew: non succederà.
I due avvicinano le loro labbra, scambiandosi un tenero e sentito bacio.

– Casa sul Lago Whittermore.

Colonna Sonora: Love Theme

Tutti sono ormai usciti, Benjamin è seduto davanti al caminetto del salone, pensieroso.

“Hey, sei pronto?”

Jack passa, in giacca e cravatta, già pronto per uscire.
Benjamin: credo… credo che non verrò.
Jack lo guarda, non molto sorpreso
Jack: cosa?! No, devi venire, è Evan.
Benjamin: non me la sento, Jack.
Benjamin guarda il figlio, che si avvicina verso di lui e si siede.
Jack: allora resterò con te.
Benjamin: Jack, no.
Jack: oh sì.
Benjamin: dovresti andare alla cena.
Jack: no, resterò con te.
Benjamin lo guarda, sorridente
Benjamin: Charlotte resterà parecchio delusa.
Jack, imbarazzato, distoglie lo sguardo.
Jack: papà.
A Benjamin fa ancora strano essere chiamato “papà”, ma ormai gli piace.
Benjamin: non devi rinunciare a divertirti per me. Davvero.
Jack: ne sono felice. Io voglio… passare del tempo con te.
Benjamin: perché?!
Jack: cosa?
Benjamin tentenna, ma poi finalmente lo dice.
Benjamin: io ho ucciso Emma. Ho ucciso l’amore della tua vita. E tu… tu non hai detto niente a riguardo. Non mi odi. Perché? Jack guarda in avanti, sospirando.

Jack: io ti ho ucciso. Ho ucciso il te del futuro.
Fa strano parlarne, ma è la verità.
Jack: ero così arrabbiato. Ero… furioso che la mamma non mi accettasse che… ho fatto male ad una persona che mi ha amato incondizionatamente, sempre. Contro tutti. Mio padre, Benjamin Whittermore. Un uomo straordinario, che mi ha amato, mi ha… dato tutto. Anche la sua vita.
Jack ha difficoltà a trattenere le lacrime.
Jack: mi dispiace. Ma io non voglio lasciarti mai più.
Benjamin: Jack…
Jack: perché sei la persona a cui tengo di più a questo mondo. E non lascerò che qualcuno ti faccia del male. Se hai bisogno di perdono per Emma, ce l’hai. Lei avrebbe perdonato te. Perché… quella cosa… non eri tu. Emma è morta per colpa mia. E tu… tu vivrai una vita stupenda perché io me ne assicurerò. Te lo prometto, papà.
Benjamin è sconvolta. Non credeva che il figlio tenesse a lui così tanto. Lui lo sta ancora conoscendo, ma è sicuro che Jack diventerà una delle persone più importanti della sua vita.
Jack: perché non vuoi andarci? Per mamma e Matt?
Benjamin fa cenno di no con il capo
Benjamin: non è per loro. È… tutti lì sanno che cosa ho fatto. Cosa sono diventato… stare con tutti loro e…
Jack: lo sai. Provarci è tanto. Se tu ti alzi, vieni con me… vai lì, affronti la tua paura. Sarai un vincente. Anche se ti fa paura, se è la cosa che ti spaventa di più al mondo, anche se te la stai letteralmente facendo sotto. Comunque sembrerai coraggioso.
Benjamin guarda il figlio, orgoglioso
Benjamin: “non necessariamente essere forti, ma sentirsi forti.”
Jack, sorpreso, guarda il padre.
Jack: cosa?! Dove hai sentito questa frase?
Benjamin: viene dal mio libro preferito, Into The Wild. Una citazione di Primo Levi. “Il mare non fa mai doni se non duri colpi e qualche volta un’occasione di sentirsi forti, ora io non so molto del mare ma so che qui è così e quanto importi nella vita non già di essere forti ma di sentirsi forti, di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica, soli davanti alla pietra cieca e sorda senza altri aiuti che le proprie mani e la propria testa.”
Jack: wow.
Benjamin: già.
Jack: andiamo?
Benjamin: ti raggiungo. Promesso. Dammi il tempo di cambiarmi.
Jack sorride, contento.
Jack: bene.

– Viale di casa Bright/Evan

Colonna Sonora: Emptiness

Jack scende dalla macchina, procedendo verso l’entrata della casa e notando Charlotte sul portico. È vestita davvero bene, si vede che ci teneva molto a fare bella figura.

Jack: Charlotte, pensavo di doverti passare a prendere io…
La ragazza, sconvolta, lo guarda negli occhi.
Charlotte: hai ucciso qualcuno?
Jack la guarda. Non riesce a capire il perché di questa domanda proprio ora, ma risponde sinceramente.
Jack: sì.
Charlotte fa un grosso sospiro.
Jack: ti ho detto che ho fatto cose molto brutte in passato.
Charlotte: quanto brutte?
La voce della ragazza trema, ha paura di lui e Jack odia tutto questo.
Jack: vuoi la verità?
Charlotte annuisce
Jack: ho ucciso mio fratello. Oliver. Ora è vivo ma… io l’avevo ucciso. Ho ucciso mio padre, il mio papà del futuro. Emma, la mia…
La voce di Jack si spezza
Jack: la mia ex ragazza, è venuta qui a causa mia. Ed è morta a causa mia. Insieme a lei… anche le sue amiche.
Jack ormai è sull’orlo di un pianto, ma non succederà. Charlotte è sconvolta. Non riesce a crederci.
Jack: volevo vendicarmi di mia madre perché… pensavo che lei mi odiasse. E per un’altra ragione che ora… davvero mi sembra non avere senso. L’ho fatto per odio. Per rabbia. E sono stato una persona spregevole.
Una lacrima riga il viso di Charlotte.
Jack sorride, nel pianto. Perché ora piange. Deve.
Jack: ma… sto provando ad essere migliore.
Il silenzio fa da intervallo agli sguardi tra i due, è un momento così pesante e pieno di sensazioni altalenanti.
Jack: voglio essere migliore. Magari non ci riuscirò. Ma non perché non ci ho provato. E sì… sono stato una persona terribile. Ma mi piace pensare… di poter diventare un uomo decente.
Charlotte non dice una parola, ascolta solo le sue parole.
Jack: se non vorrai più avere a che fare con me… io lo capirò.
Jack si fa avanti, entrando in casa di Bright ed Evan.

– Qualche minuto dopo

Benjamin parcheggia la macchina. Le mani sudate sul volante. Non sarà una serata facile, lo sa. Ma prima scende e meglio è. Lo fa, scende. Proseguendo verso il vialetto e andando verso l’entrata, nota una ragazza pronta ad entrare, è Alice. Anche lei lo ha notato, si ferma.

I due si guardano per qualche breve istante. Come se si scrutassero.

Benjamin: Alice?
Alice: sì.

Alice si avvicina a Ben facendo un grosso sorriso e accarezzandogli il viso. Gesto che Benjamin non comprende del tutto.

Alice: entriamo?

Benjamin annuisce.

Alice apre la porta, ad aspettare i due Evan. Gli altri sono già tutti a tavola.

Evan: Alice… Ben, finalmente!
Evan abbraccia il suo migliore amico, contento di vederlo.
Benjamin dà un’occhiata alla tavolata. Matthew e Rose sono seduti uno accanto all’altra. Ci sono tutti: Bright, Leda, Tatia, Luke, Andy, Oliver, Jack, Charlotte.

Bright: Ben.
Bright si alza, correndo verso il ragazzo e regalandogli un grande abbraccio.
Benjamin: ciao Bright.
Bright: vieni a sederti, siamo pieni di cibo.

Benjamin avanza ansioso verso la tavola. Rose cerca di non guardarlo troppo.

Tatia: adoro tutto questo.
Luke: Tatia.
Tatia e Luke si parlano a voce bassa.
Tatia: wow, potrei cancellare l’abbonamento a Netflix per questo.
Tatia guarda Rose.
Tatia: secondo me si mette a piangere. Oh, spero che pianga.
Luke: TATIA!

La cena procede silenziosa per un buon dieci minuti, tutti fanno conversazione e tutti sembrano stare bene.

Matthew: io direi di fare un brindisi al fatto che nessuno ci abbia attaccato… fino a questo momento.
Tatia: SEI PESSIMO, adesso succederà sicuramente qualcosa.
Leda: già non lo dovevi dire.
Oliver ed Andy si guardano, ridacchiando.
Alice: andiamo, io vorrei brindare, invece, a Bright ed Evan, il vostro amore è incredibile.
Charlotte applaude insieme agli altri. Ma si è seduta distante da Jack, ha deciso di sedere tra Andy ed Alice.
Rose pensa che, tutto sommato, le cose non stiano andando così male.
Bright ed Evan si scambiano un tenero bacio d’amore.

Andy: vorrei dire due parole.
Andy si alza, guardando i suoi genitori.
Andy: credo che… credo che in pochi siano così fortunati da vedere l’amore tra i loro genitori all’inizio. Vedere i propri genitori in procinto di sposarsi. Voi siete davvero… la rappresentazione di ciò che io considero amore. E… spero possiate passare tutta la vita insieme. Vi voglio bene.
Un applauso più che meritato per Andy.
Benjamin: vorrei dire qualcosa anche io.
Il silenzio cade sulla tavolata. Benjamin si alza.
Benjamin: Andy ha ragione. Bright ed Evan sono la rappresentazione dell’amore.
Bright ed Evan sorridono all’amico, contenti di sentire queste parole.
Benjamin: si amano incondizionatamente. Si rispettano…
Tatia: mi piace dove sta andando questa cosa…
Tatia, eccitata, coinvolge Luke.
Benjamin: perché l’amore è questo. È unico. È raro. È puro. Dura per sempre. È rispettoso e mai… dannoso.
Benjamin guarda Rose, che sta prendendo tutte le frecciatine alquanto male.
Benjamin: e spero di trovarlo un giorno. Perché… credo di non averlo mai provato davvero.
Questo è un colpo troppo forte per Rose. Stavolta il silenzio cade davvero. La stessa Tatia è senza parole. Benjamin prende la giacca, pronto ad andarsene.
Jack: papà…
Matthew guarda Rose, è chiaramente addolorata dall’affermazione di Ben.
Matthew: ora basta.
Matthew sbatte i pugni sul tavolo, alzandosi.
Matthew: povero piccolo Ben. Ha fatto una strage e tutti devono restare zitti per non ferire i suoi sentimenti.
Benjamin prosegue, senza dire una parola.
Matthew: cosa c’è?! Non riesci ad avere una conversazione? Hai finito di trattarla così. Con sufficienza e… come se parlarle fosse un favore. Ha perso cinque anni per te. E tu stai facendo lo stronzo a riguardo?! Fai sul serio?
Rose: Matt, per favore, basta.
Matthew: no, no, non puoi difenderlo anche ora.
Rose guarda in basso, imbarazzata
Matthew: cresci, Ben. Tutti abbiamo avuto delle tragedie qui.
Jack: vaffanculo, Matthew.
Jack interviene, stufo delle parole di Matt.
Charlotte: Jack…
Charlotte non vuole sicuramente che Jack entri nella discussione.
Benjamin finalmente si gira.
Benjamin: vuoi che io cresca?! Non hai un lavoro. Non hai una famiglia. Hai 700 anni e rincorri una ragazza di 23. Non la sto trattando male, semplicemente non le sto parlando. Non la voglio nella mia vita. Non perché la odio, ma perché mi ricorda… tutto. Ogni volta che la vedo, ogni volta… Era reale… per me. Jo, la vita che mi avevate dato. Ricordo tutto. Vuoi dipingermi come il cattivo? Fallo. Lo fanno da tutta la mia vita. L’ha fatto mio padre. Io non voglio essere quel mostro. Ogni volta che la vedo…
Benjamin guarda Rose. La ragazza ormai non tenta neanche di nascondere le lacrime.
Benjamin: ogni volta che la vedo ricordo tutto ciò che sono stato. Quello che le ho fatto… quello che ho fatto a…
Benjamin guarda Jack, ricordando Emma.
Benjamin: voglio andare avanti. E per farlo, devo uscire dalla tua vita.
Benjamin si rivolge finalmente a Rose.
Tatia: SONO INCINTA!

Tatia lo dice e basta, a tutti, per smorzare la tensione. La tavolata si gira verso di lei.

– Circa 1 ora e 40 minuti dopo, Leda ha appena finito di aiutare Bright a ripulire, sta portando fuori la spazzatura, è stata sicuramente una serata particolare e pesante. Scrutando la stradina, nota Benjamin seduto sul marciapiede, pensieroso. Posa la busa dentro il secchione e lo raggiunge.

Leda: cosa ci fai ancora qui?
Benjamin guarda Leda e poi, di nuovo, guarda il cielo.
Benjamin: ci sono un sacco di stele. Il cielo è pulito.
Leda guarda verso l’alto.
Leda: stai bene?
Benjamin: non lo so. Forse.
Leda: risposta sincera, apprezzo.
Leda si siede sul marciapiede, accanto a lui.
Leda: è stata una serata parecchio movimentata.
Benjamin: già.
I due si guardano, condividendo una risata.
Leda: lo sai… il perdono è una cosa molto potente.
Benjamin: non ho bisogno di perdonare.
Leda: io penso di sì. Prima te stesso e poi Rose.
Benjamin guarda la vampira, scuotendo il capo.
Leda: non potrai capirlo adesso, sei arrabbiato e… deluso e sconvolto e un mix di emozioni che non oso neanche immaginare. Ma lei l’ha fatto per amore, Ben. Non sapeva neanche che cosa avrebbe perso, ma l’ha fatto ad occhi chiusi, senza pensarci neanche un secondo.
Leda vuole davvero fargli vedere il positivo in tutto questo.
Benjamin: forse… ho bisogno di tempo.
Leda: certo.
Leda si alza, pronta a tornare a casa.
Benjamin: Leda?
Leda: sì.
Benjamin: grazie. Davvero.
Leda sorride, contenta di poter aiutare.

– Casa Wilson

Rose, ancora vestita da sera, è seduta sulle scale che portano al portico. Guarda il lago, sola, c’è un silenzio misterioso, che viene interrotto dall’arrivo di Jack. Il ragazzo la guarda per qualche istante, poi procede verso di lei, abbassandosi e guardandola dritta negli occhi.

Jack: ha mentito.
Rose guarda il figlio. C’è così tanto di Benjamin in lui.
Rose: Jack, sto bene. Non ti preoccupare.
Jack: invece no. È arrabbiato. Dice cose… dice cose per ferirti perché è ferito. È una cosa da Whittermore, io la conosco bene.
Rose sorride al figlio.
Rose: alcune volte… vorrei davvero una prova.
Jack: una prova?
Rose: che tutto quello che ho fatto, gli anni che ho perso… che tutto questo, ne sia valsa la pena. Il vostro futuro.
Jack riflette per qualche secondo.
Jack: mamma, c’è una cosa… c’è una cosa che devi sapere.
Rose guarda Jack, curiosa.

– Oceano Pacifico, Luogo Sconosciuto

Su una grossa nave da carico, Dracula resta in silenzio mentre guarda il lavoro degli operai e delle catene che tirano su un qualcosa che somiglia ad un relitto, ma non lo è. È buio, è tardi e si trovano nel bel mezzo del nulla.
Qualunque cosa stiano tirando su deve essere terribilmente pesante. Le catene fanno fatica a sollevarlo. Ma Dracula resta lì, immobile.

“Finalmente.”

Hendius si avvicina a Dracula, come sempre è apparso dal nulla.
Dracula: te l’ho detto che l’avrei trovato.
Hendius: possiamo arrivare… alla parte che ti piace tanto ora.
Dracula guarda Hendius, divertito.
Hendius: ammazzare la gente.
Dracula sorride, compiaciuto.

Le catene iniziano a tirare su qualcosa che si intravede solamente. Un qualcosa di morto, ma di enorme. Si intravedono delle ali enormi, delle zanne enormi. Dracula, che è un essere che non si spaventa di nulla, sembra terribilmente colpito.

Hendius: non mi dire, Vlad l’impalatore è spaventato?
Dracula: quello è il tuo corpo?
Hendius: una versione.
Dracula: chi ti ha ucciso?
Hendius guarda Dracula
Hendius: Rose Wilson.
Dracula, sconvolto, guarda Hendius.
Hendius: ma lei non ricorda.

– Sotterranei della Scuola di Magia di Twinswood

Colonna Sonora: Little Miss Muffet

Rose scende le scale velocemente, adesso sa tutta la verità. Sa che Jadar è suo figlio. Jack le ha raccontato tutto. Il ragazzo segue sua madre.

La strega, vedendo il figlio incatenato e malconcio, corre verso di lui.
Jack: mamma, stai…
Rose guarda Jadar negli occhi, commossa.
Rose: che cosa ti ha fatto?
Jack si avvicina ai due, abbassandosi a sua volta.
Jadar guarda la madre e il fratello per qualche secondo.
Jadar: vuoi vedere?
Il ragazzo tocca sia Rose che Jack. Uno scoppio di luce bianca pervade il sotterraneo.

Dopo qualche secondo – e con chiare difficoltà – Rose apre gli occhi. La testa le scoppia. Sembra sia su un terriccio, vicino a degli spalti. Accanto a lei Jack, che già si è svegliato.

Jack: mamma.
Jack aiuta Rose ad alzarsi. I due si guardano attorno. Sono in un campo da football. È il campo da football del liceo di Twinswood.

Jack: dove siamo.
Rose guarda in avanti, al centro del campo c’è Bright. Ci sono Evan, lei, Benjamin, Leda, Gabriel.

Rose: oh mio Dio.
Jack: cosa?!
Rose: è il giorno del diploma. Bright sta per esplodere.

Fine episodio.

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