Recensione Di Daniele – Grey’s Anatomy 13×24 Ring of Fire

In Spagna sono così superstiziosi che per parlare di programmi che raggiungono la tredicesima edizione\stagione, non usano il numero 13, ma dicono e scrivono 12+1.

Sul serio. Non me lo sto inventando adesso.

Chiedetelo all’Alberto Angela della nostra generazione: Google.

È davvero così.

Oggi, al termine di questa tredicesima stagione di Grey’s Anatomy, penso che per esprimere la mia visione di questa stagione ruberò questo concetto alla terra de Il Segreto.

Sono qui al traguardo, al punto d’arrivo di questa stagione e se adesso mi volto a guardarmi indietro, mi gira la testa.

E non in senso positivo.

Faccio fatica, alla fine del viaggio di quest’anno, a capire qual è l’anima di questa stagione.

E poi realizzo che questa tredicesima stagione, è bella, perchè ragazzi, sulla qualità autoriale di GA non si discute, è ancora fortissima, ma senz’anima.

Questa stagione non ha una sua impronta decisa, non ha un suo marchio, non ha una sua identità.

È esattamente il prolungamento della dodicesima.

Ecco perchè, 12+1 è la definizione perfetta.

Questa stagione sembra uno spin off della dodicesima.

Parliamone e per farlo, guardiamo alla protagonista, perchè dimmi a che punto del viaggio è la protagonista e ti dirò dove sono collocati tutti gli altri.

Il percorso di Meredith di quest’anno può essere sintetizzato nella frase: “Se fosse Derek, sarei già corsa via.”

Perchè, togliendo i numerosi episodi in cui Mer quest’anno è rimasta in panchina, cosa vedete se pensate a lei in questa stagione?

Cimeli di Derek, flashback MerDer.

So season 12.

Gli Omelia: avevano dei progetti e sembrava che sarebbe stato proprio il matrimonio a segnare un turning point nella loro situazione.

Invece sono il primo caso al mondo di marrizoned.

I Japril: hanno avuto un figlio.

Ma nella 12×24.

Arizona: sentimentalmente parlando, è ancora una naufraga di Lampedusa.

I Jolex: wait.. what is a Jolex?

Ecco, se ci fermiamo ad analizzare tutto questo, la tredicesima stagione di Grey’s Anatomy non può che uscirne sconfitta.

Nessuno sembra aver fatto un passo in avanti decisivo.

Sono tutti bloccati esattamente come li avevamo lasciati lo scorso anno.

Quindi, questa stagione ha fallito nel suo intento.

Ma forse il punto è proprio questo: questa tredicesima stagione non ha un vero e proprio intento.

Non ha mai avuto, nella sua idea iniziale, delle grandi mete da raggiungere, degli obiettivi ben precisi.

È stata un po’ uno studente universitario fuoricorso.

Vista così, viene fuori un quadro della situazione tremendo e angosciante, perchè ci chiediamo: allora quest’anno abbiamo solo perso tempo?

Beh, lo scopo di un tv show è intrattenerci, e almeno su quello, GA è ancora affermatissimo.

Ci ha intrattenuto alla grande anche quest’anno.

Ma c’è dell’altro.

E per parlarne, non dobbiamo guardare solo alla sua visione generale, ma concentrarci sui dettagli.

Voi guardate l’universo, io vi dico: “fate un passo indietro e guardate il singolo pianeta”.

 

  • Di nuovo, partiamo da Sailor Meredith.

È vero, il suo percorso è stato un prolungamento dello scorso anno.

Ma tra i 10000000 flashback MerDer messi lì per scatenare l’effetto nostalgia che, almeno su di me, non ha più effetto, è davvero ferma nella sua situazione di vedovanza?

No.

Cosa è cambiato? A parte il modo eccellente, geniale, catartico, emozionante e tremendamente reale con cui hanno raccontato e affrontato un tema così delicato?

È cambiato tutto.

Lo scorso anno Meredith buttava via un uomo dalla sua camera e poi strisciava sul pavimento con la coperta di Derek addosso.

In questa stagione, Meredith, dorme in camera sua con un uomo e ha messo via, un po’ di cose, dicono gli haters, così non si fa.

Perchè adesso, dopo due anni di straordinario character development è proprio nella fase: “mi sto facendo un po’ di posto e chi mi aspetto chi lo sa, che posto vuoto ce n’è stato, ce n’è e ce ne sarà, tanto per mò Grey’s Anatomy non finirà.”

E questo è un passo importantissimo perchè nella s12 Mer diceva: “non mi aspetto nulla. Ho avuto un grande amore ed è finito e va bene così.”

E in questa stagione, abbiamo visto, contro ogni logica e resistenza (da parte sua), il suo cuore tornare a battere per qualcuno.

E tutto questo non è abbastanza o non è valido solo perchè mancano prove forti ed evidenti come un: “ti amo”?

Meredith Grey non dice “ti amo” o “ti voglio bene”.

Lei dice: “potevi esserci tu in quel posto senza la cintura allacciata.”

Devo controllarti il respiro.”
“Puoi guidare? Ti accompagno”.

Meredith lascia andare chi ama a Zurigo, Washington, tetto del Madighan Center.

Posso davvero ritenere tutto questo un fallimento della stagione?

 

  • Gli Omelia.

Sono stati per me la coppia più emozionante e la meglio gestita di questa stagione.

Loro non sono due tipi da Mulino Bianco.

Se ci aspettavamo un matrimonio felice, con problemi ordinari come “carichi tu la lavastoviglie?”

Cazzo no, hai preso le Gocciole, io volevo i pan di stelle”, se ci aspettavamo Owen papà, allora avremmo dovuto shippare Owen con Emma.

Invece a noi l’ordinarietà, la semplicità ci fa proprio schifo.

Ed ecco perchè Owen & Amelia insieme funzionano.

Perchè sono le sfide, gli ostacoli insormontabili, il loro essere distruttivi, a renderli OTP.

È questo il segreto del loro fascino.

E il loro percorso per me, rimane il migliore di questa stagione, a livello di coppie.

Perchè li abbiamo visti litigare, urlarsi contro, darsi addosso, e poi, in maniera incredibilmente umana e emozionante, abbracciarsi e tenersi per mano nei momenti in cui la vita sembrava più grande di loro.

E non è forse questo l’amore, il senso di una promessa di vita come il matrimonio?

Essere l’uno la roccia dell’altro?

Non serve dormire nello stesso letto per essere sentimentalmente vicini e connessi a qualcuno.

Anzi, il più delle volte, è l’esatto opposto.

E cosa più importante che in questa tredicesima stagione non è affatto da sottovalutare: gli Omelia ci sono sempre stati.

Hanno avuto continuità nella trama orizzontale della storia.

Nonostante la gravidanza di Caterina, c’è stata persino una porta a separarli ma a regalarci una scena emozionante e indicativa nel percorso di entrambi.

E posso considerare questo percorso fermo, nullo, solo perchè Owen non ha ancora avuto un figlio?

Perchè, Meredith Grey l’ha avuto una gioia nel finale?

Esatto.

 

  • I Japril.

Hanno avuto una figlia e in molti speravano che sarebbe stato questo bambino a farli tornare insieme.

Io sono felice che non sia andata così.

Perchè l’errore più grande che si possa fare è decidere di restare insieme per i figli. Sarebbe stato come forzare April a non partire per la Giordania quando ne aveva bisogno.

Invece, in maniera molto adulta e ammirevole, hanno scelto di essere dei bravi genitori, ma delle persone imperfette.

Dopotutto, hanno divorziato.

Il divorzio è importante quanto un matrimonio.

Non va preso alla leggera. Non è solo una fase passeggera.

Un divorzio è per sempre.

Come il matrimonio.

Che poi entrambi gli stati possono essere revocati, è un altro discorso.

Ma devo considerare il loro percorso di quest’anno vuoto e inconcludente solo perchè non sono tornati insieme?

Che ne è stato di Jackson che rimane al fianco di April anche se lei vuole semplicemente che vada via?

O di Jackson che chiede ad April di trasferirsi da lui e che nonostante il divorzio, si comporta da marito?

O di April che si sente ancora così legata a lui a tal punto da non rendersi conto che, annullare un appuntamento su Tinder per restare a casa a mangiare nachos e guardare la tv con lui, è proprio una cosa da sposati.

E loro non lo sono.

Non più.

E del Montana, vogliamo parlarne?

Di come April sia stata al suo fianco in un momento difficile e delicato della vita di lui.

Di come quell’episodio abbia dimostrato che questa coppia ha del potenziale incredibile, sono destinati, ma non è facile. Non deve esserlo.

È passato solo un anno dal loro divorzio.

Non puoi semplicemente passare sopra su questo andandoci a letto una sera.

Il loro è stato solo un ritrovarsi per poi perdersi di nuovo.

Un fattore nostalgia alla: “ricordiamoglielo agli hotel chi eravamo e che potremmo ritornare”.

E dopo deve per forza esserci una buca nel percorso.

Ed ecco Maggie, la donna che si infatuava nei season finali.

Che pizzettara, che cuore vaginale.

Questo giochino trash è così brutto che non posso non sentirmi perversamente attratto.

Come un’incidente catastrofico che ti turba ma che non puoi fare a meno di guardare.

Che tipo, Maggie.

È così teen, volubile, capricciosa, viziata, bambocciona.

Tutto deve andare come vuole lei, altrimenti batte i piedi per terra perchè il mondo fa schifo.

Un’immagine perfetta della nostra generazione.

Maggie posta selfie dei suoi piedi su IG e scrive: #ChiaraFerragniWho

Anche se lei non fattura milioni all’anno vestendo alla moda ma indossa solo fazzoletti del mercato, anche se lei non riceve una proposta davanti a milioni di persone con una canzone ma viene friendzonata nei parcheggi.

Capite, no?

Detto questo, per me è solo un altro fuoco fatuo per shoccare lo spettatore nel finale.

Lei è già pronta a fare il remake di Eva e Marco Cesaroni con Jackson, lui è stupido ma buono dentro.

Può fare qualcosa, può fare la differenza, prendere in mano la sua vita e farne molto di più, ma preferisce finire la giornata giocando alla play sul divano.

Perchè in fondo è un Avery, figlio unico viziato pure lui.

Ma è cresciuto con una Catherine, e per questo è ancora pentito per aver chiesto il divorzio ad April.

Per aver lasciato perdere dopo il Montana.

È bravo, ma non si applica.

Non in questa stagione almeno.

 

 

  • Arizona.

Solo perchè non si è sistemata, non ha preso casa, non ha messo subito l’anello al dito a qualcuno, devo considerare il suo percorso una perdita di tempo, quest’anno?

No, l’abbiamo vista andare avanti con la sua vita.

Ricominciare.

Perdere la sua casa da donna sposata con famiglia e andare a vivere con uno specializzando, come fosse ancora alla Hopkins.

L’abbiamo visto ritornare ad essere una donna single, a riprendersi quelle parte di se stessa che il matrimonio con Callie e l’amputazione le avevano portato via.

E si è lanciata nuovamente in qualcosa e le è andata male.

Perchè funziona così.

Nessuno ritrova il grande amore subito dopo averne perso uno.

Ma si è messa in gioco con coraggio.

Ha vinto le sue insicurezze.

E poi, cosa importante, non è una Callie Torres.

Non tutti sono pronti a lasciare case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale per qualcuno che si conosce da pochi mesi.

E va benissimo così.

 

  • I Jolex.

Continuano a ricevere il trattamento pietoso a loro riservato da due anni a questa parte.

Posso considerare il loro percorso un fallimento, quest’anno?

SI.

Loro sono il fallimento più grande, la vergogna più nera di questa tredicesima stagione.

Persino i Benly, i Webbery, i figli di Debbie Allen, ricevono un trattamento migliore del loro.

Il loro percorso è l’unico davvero fermo, stagnante, senza capo né coda.

Voi direte: eh, ma Camilla era incinta, è andata anche in travaglio prima del previsto.

E avete ragione.

Ma anche Caterina lo era.

Eppure il percorso Omelia non ne ha risentito.

Quello Jolex sì, perchè su di loro, si è scelto di investire solo nei cliffhanger.

Ed è la cosa più sbagliata che si possa fare.

Perchè l’abbiamo visto tutti Alex Karev dare velatamente della “merda” a Jo Wilson nella premiere e poi nel winter finale dirle: “Sei Jo Wilson. Il tuo posto è qui. Non permettere a nessuno di trattarti così” e buttare all’aria tutto ciò che ha costruito in 10 anni per lei.

Sono gesti titanici, indicativi, che fanno tutta la differenza del mondo.

E allora perchè non ci si concentra su quelli e non li si sviluppa correttamente?

Perchè li si butta lì e poi si lascia perdere?

L’abbiamo vista tutti la scena intensa ed emozionante di Jo che va da lui per abbracciarlo perchè è felice che lui sia ancora lì.

L’abbiamo vista tutti Jo mentire per proteggerlo e Alex fare lo stesso in questo finale, per lei.

Ma il punto è che questa coppia ha tanto da dire ma nessuno disposto ad ascoltare.

Semplicemente perchè questa coppia non ha un posto nel greysverse.

Non ricevo lo stesso trattamento riservato a tutti gli altri.

Non è un fatto di storyline, perchè loro ce l’hanno una storia da raccontare, ma proprio di screentime.

Sono buttati lì, a momenti, solo per ricordarci che esistono.

È come se ci fossero, senza esserci davvero.

Loro sono gli unici davvero fermi quest’anno.

Quelli che dalla s12 non hanno fatto un solo passo in avanti.
Nemmeno minuscolo.

Lasciati lì, abbandonati come i naufraghi dell’isola di Lost, senza viveri.

I Jolex sono il pesce rosso degli autori bambini di Grey’s Anatomy.

Quello che partivi per le vacanze estive e ti dimenticavi di dar da mangiare e quando tornavi e lo trovavi a boccheggiare sul bordo, ti scusavi e promettevi di non farlo più, gli davi il triplo del cibo consentito per rianimarlo e poi puntualmente finivi per ripetere quell’errore.

I Jolex sono così.

Visti solo all’inizio e alla fine della stagione.

 

 

  • Giudizio complessivo.

Analizzata in generale, questa stagione perde molto.

Nel dettaglio: è ancora un validissimo prodotto.

Bella, senz’anima.

Semplicemente dobbiamo guardare le cose in prospettiva, pensare che questo è uno show a lunga durata e che è naturale che ci siano delle stagioni più deboli di altre.

Un po’ come la sesta e la settima.

Come la nona e la decima.

Questa stagione spicca in negativo ancor più delle altre, semplicemente perchè ha concentrato tutti gli errori che uno show possa fare, in un unico anno: i continui plot holes, le storyline trascinate, i filler che si susseguivano come non mai, hanno fatto si che questa stagione risultasse poco organica, per nulla coesa.

Che la trama orizzontale fosse il più delle volte un miraggio.

Che la continuity divenisse un’utopia.

E allora, è davvero arrivato il momento di chiudere?

La risposta è tanto semplice, quanto immediata: NO.

No, perchè GA non è quel fallimento catastrofico annunciato dai più estremisti.

Non è affatto lo schifo immondo trascinato solo per business.

Non è un prodotto scadente che ha fatto il suo tempo.

Perchè io mi guardo intorno, in questo panorama televisivo super affollato di show, e mi rendo conto che anche dopo 12 anni e 13 stagioni, niente è come Grey’s Anatomy.

E non è cieca lealtà la mia, ma è meritata.

Continuamente.

Anno dopo anno, stagione dopo stagione, episodio dopo episodio.

Perchè con tutte le pecche (che ci sono in OGNI show ma che GA è sempre stato bravo a gestire e mascherare meglio di chiunque altro, ma quest’anno un po’ meno del solito), a me fa ancora battere il cuore.

Non c’è stata un sola settimana in cui abbia detto: “che palle è giovedì” al posto del motto Shondiano: “Grazie a Dio è giovedì.”

Non c’è stato un singolo episodio, anche quei filler di cui la parte centrale (che ha segnato il destino carente di questa stagione) è piena, che non mi abbia emozionato.

Ogni episodio di questa stagione, ogni storyline, mi ha lasciato qualcosa.

Ho pianto, ho riso, ho sclerato anche quando la mia coppia o il mio personaggio preferito non erano in scena.

Perchè la qualità del drama e della scrittura di GA è la sua vera forza.

Inimitabile.

Inarrestabile.

Unica nel suo genere.

Un marchio di fabbrica riconoscibile.

Ed è quello che uno show dovrebbe fare: intrattenerci, ma cosa più rara, toccare le corde del cuore di chi guarda, emozionare milioni di personalità complesse e diverse.

Raccontare storie potenti, struggenti, significative senza essere banali o scontati.

Tenere vivo l’interesse, suscitare sensazioni, far riflettere, EMOZIONARE, che è la cosa più difficile che uno show possa fare.

E GA lo fa ancora, dopo 12 anni e 13 stagioni, come nessun altro.

Non lo si guarda per tradizione, per vedere come va a finire, non è quella brutta abitudine di cui vuoi liberarti perchè sai che è dannosa ma non riesci a smettere.

Non è la sigaretta fumata solo perchè lo fai da una vita e non puoi farne a meno.

È la sigaretta fumata consapevolmente perchè è il suo sapore a piacerti, a farti impazzire, a darti quello che cerchi.

E GA è esattamente questo.

Ancora oro nonostante gli anni.

Semplicemente perchè l’unico amore da post-it sul muro non è quello tra Meredith e Derek, ma il nostro con questo show.

E un matrimonio ha i suoi alti e bassi ma il punto è proprio questo.

Ci fa ancora arrabbiare, sclerare, infuriare, CI FA QUALCOSA.

Non ci lascia indifferenti.

Non ci annoia.

Ed è questo a fare tutta la differenze del mondo.

Il fatto che gioie e dolori hanno lo stesso sapore con GA.

E se adesso siamo qui a sentirne la mancanza e a desiderare che sia già Settembre, se adesso siamo qui e ogni giorno di pausa pesa quanto un mese… allora non c’è nulla da aggiungere.

Non stiamo cercando nulla.

È tutto qui.

Non è una storia d’amore giunta al capolinea, ma ancora nel pieno della sua forza.

Come non si può negare che nonostante tutti gli errori tecnici, le mancanze, le carenze, questa sia stata un’altra stagione della nostra vita.

Una stagione che ha avuto un ottimo inizio e un’altrettanta ottima conclusione.

Forte.

D’impatto.
Devastante, poetica, intensa ed emozionante, in pieno stile GA.

Una stagione che ha saputo perdersi e ritrovarsi e forse non dobbiamo stare qui a capirne la causa, a farci troppe domande.

Forse doveva andare proprio così.

Forse è proprio questo che Grey’s Anatomy voleva dirci quest’anno.

Forse è proprio così che voleva lasciarci.

Fermi lì, ad aspettare, pieni di speranza. Pronti a tutto.”

 

 

  • Conclusione.

Anch’io quest’anno ho avuto i miei alti e bassi, perchè tale GA, tale recensore.

Ma nonostante questo mi avete seguito con costanza e affetto, chiedendomi persino, senza farmi sentire in colpa, il perchè alcune recensioni non erano uscite.

Perciò grazie di cuore per… tutto.

Con GA ne vale sempre la pena, spero sia così anche nel leggere le mie recensioni.

Buone vacanze a tutti.

 

Voto Season Finale (considero la 13×23\24 un unico blocco): 8

Voto stagione: 7 –

 

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