Commento di Luigi – Game of Thrones 7×03 Champagne, per brindare a un incontro

Nella vita di un telefilo ci sono vari momenti che sono decisivi e diventano spartiacque tra un periodo storico ed un altro, un po’ come Geri che abbandona le Spice. Parlo della morte di Jen, della morte di Marissa, di Derek, delle nozze rosse, insomma quei momenti in cui dici “qualcosa è cambiato.”

Seven seasons in the making per l’incontro del secolo, avvenuto in quello che è uno dei migliori episodi nella storia di Game of Thrones. Ma andiamo per tappe.

Cersei si trova in una situazione un po’ scomoda, e non parlo del fatto che il suo deretano sia seduto su un trono di spade (e fanno anche a gara), ma del fatto che i Lannister abbiano un ingente debito con la Iron Bank, c’è crisi anche per loro. Lei promette di pagare tutto alla Sisal in comode rate, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo Daenerys Targaryen. D’altronde Cersei dalla sua ha Euron Greyjoy, che è un po’ il Pacey di Tor Bella Monaca, che ti regala nemici e un bel piatto di spaghetti alla carbonara (quella col guanciale, non la volgare imitazione con la pancetta). Attendo con ansia il giorno in cui Euron le regalerà un pezzo di barriera con scritto ASK ME TO STAY.

Cersei ha la possibilità di vendicare la morte della figlia e come al solito lo fa nel modo più crudele possibile. Ellaria vedrà sua figlia marcire. Sembra che ci sia una volontà degli autori di non voler dare come scontata la vittoria di Daenerys nei confronti di Cersei, e infatti se notiamo la Madre dei Draghi ha subito qualche duro colpo. E anche se Dany arriverà ad Approdo del Re con Jon e i draghi per fare barba, capello e shampoo a Cersei, suppongo che quest’ultima avrà sempre la spocchia di guardarli con il suo solito fare da CHIVESSENCULA. E io non vedo l’ora.

Cersei d’altra parte è un’abile giocatrice, dopo anni di insegnamenti non va sottovalutata. C’è da dire che ora si gode la vita, facendosi Jamie liberamente senza sotterfugi, e sedendo sul suo trono come Yzma nelle Follie dell’Imperatore.

Lady Olenna ha l’uscita di scena migliore della serie, la Victoria Grayson di Westeros fa un abbozzone ai Lannister, e soprattutto a Cersei, che dovrebbero inserire LADY OLANNA accanto alla voce “ABBOZZO” nel dizionario dei sinonimi e contrari. Non solo si fa servire il vino da Jamie, non solo riesce a piantare in lui il seme della discordia nei confronti di Cersei, ma – sempre tra le righe, perché è lei così fino alla fine – gli dice: “ho ucciso quella merdina secca di Joffrey.”

Grazie Lady Olenna, insegna agli angeli ad abbozzare la gente.

L’abbozzo, in romanaccio, è il vincere uno scontro verbale/di qualsiasi altro genere con una frase o uscita di scena clamorosa.

In quel di Winterfell Bran fa ritorno a casa, la reunion con Sansa non è così emozionante come quella con Jon, Bran ha l’espressione di chi ha appena avuto un indigestione da cotiche e facioli, è più una cosa stile:

Sansa: Bran!

Bran: ciao Sansa, sono il corvo con tre occhi.

Sansa: eh?

Bran: è complicato. Ma sono il corvo con tre occhi.

Sansa: ok, mi manca Jon.

Bran: sono il corvo con tre occhi.

Sansa: scusa, ma non ricordo se ho spento il gas. A dopo.

Non posso farmi una colpa se ho provato brividi shipposi tra Jon e Sansa negli ultimi episodi. Oppure devo farmene una colpa?

Comunque, è bello che Sansa voglia Jon presente al suo fianco, durante l’episodio è stata tipo: SANSA-TE NON POZZ STA PCCHE TU M’APPARTIEN.

Questo sì che è character development!

E parliamo dell’incontro del secolo, il momento più chiacchierato dell’episodio: l’incontro tra Jon Snow e Daenerys Targaryen, che abbiamo atteso come il bacio Delena, come Derek che sceglie Meredith, come una gioia in Grey’s Anatomy. Sette stagioni.

Jon arriva a Dragonstone ed ha subito la faccia di chi si imbarca per Ostia, la Domenica, senza un parcheggio, con ombrellone e sdraio per andare al mare: MA CHI ME L’HA FATTO FA?

Daenerys gli fa volare i draghi sulla testa per fargli vedere quanto ce l’ha grosso. Quando i due arrivano al dunque e si incontrano, lei con le sue solite manie di protagonismo che Valeria Marini al GFVIP e Pamela Prati che CHIAMATEMI UN TAXI levateve che je fate ombra, inizia a far elencare tutte i suoi titoli:

Daenerys Targaryen, “Nata dalla tempesta“, la prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del …

E Jon assume la tipica espressione di tutti noi quando sentiamo la manfrina, un’espressione a metà tra il cringe e il costipato, a metà tra “e na fetta de culo nun ce la metti?” e il “s’è fatta na certa”.

Jon rifiuta di inchinarsi. Di inginocchiarsi. E noi pensiamo che prima o poi lo faranno entrambi. Ma per altri motivi.

In effetti il primo incontro tra i due non va liscio come l’olio, Daenerys non crede troppo alla storia dei non morti, perché in effetti è assurda in un mondo di draghi.

Per fortuna che c’è il nostro Tyrion a infondere buon senso ad entrambe le dive. Jon e Daenerys hanno un secondo incontro più proficuo, si guardano, si scrutano, e lei ha già quell’espressione da “prendimi qui su questo muretto con quella faccia da bravo ragazzo di sani principi.”

Lei non sa che quello è suo nipote. E non sa neanche che lei non è l’ultima dei Targaryen. Com’è che si dice? Chi di speranza vive, disperato more. E in questa serie è vero più che mai.

Un episodio solido, il payoff, la ricompensa di chi ha voluto aspettare pazientemente che le storyline convergessero, storyline che sono state create lentamente, con una concezione lontanissima dalla broadcast television. Game of Thrones è uno show che ripaga il telespettatore paziente e attivo, che non cerca per forza il cliffhanger in ogni episodio, ma che attende con cura la costruzione del personaggio, della storia, affinché entrambe le cose siano così solide, che quando crolleranno… ci importerà.

 

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