Recensione di Daniele – Grey’s Anatomy 14×01 – 02 Break Down the House – Get Off On the Pain

Tre grandi protagoniste ritornano in questa season premiere: continuità, coralità e realismo.

Non ricordo l’ultima volta che sono state tutte e tre in scena nello stesso momento ma una cosa è certa: nella 13° stagione sono state a malapena guest stars.

Grey’s Anatomy è tornato e quest’anno non è solo un modo di dire.

È realtà.

Premessa: ho guardato i primi minuti di questa season premiere e mi sono sentito molto strano, quasi a disagio. Mi guardavo intorno e dicevo: “Non lo so Illary, voglio andare via, questo posto non mi piace.”

Era il mio corpo che rifiutava il cambiamento.

Quest’anno Grey’s Anatomy ci ha chiesto di lasciare quello che per noi era l’abitudine di un porto sicuro, quella sensazione di sicurezza e famigliarità, per gettarci in qualcosa di totalmente nuovo.

E, istintivamente, questo cambiamento ci spaventa.

Il nuovo non è sempre sinonimo di buono.

Perciò siamo diffidenti, abbiamo paura, ci barrichiamo nel pregiudizio.

Quest’anno c’è stato un passaggio di testimone importante.

Il team autoriale di Grey’s Anatomy è stato totalmente rinnovato.

Nella writing room hanno fatto quello che Meredith Grey faceva nella 12×01: buttare giù quel muro di casa e ricominciare.

È tornata a scrivere per noi, una storica showrunner di Grey’s Anatomy, colei che ci ha praticamente sfamati per i primi 7 anni di show.

Ma poi è andata via per altri, quasi, 7 anni.

Perciò noi ci siamo sentiti spaventati, minacciati, eravamo un po’ come l’America di Obama che guarda l’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump con la sua promessa di rendere di Nuovo Grande l’America.

Questa donna non è stata con noi negli ultimi 7 anni, si è praticamente persa la distruzione di ciò che ha contribuito a creare.

Che ne sa di noi, dei nostri ritmi narrativi, delle nostre esigenze, dei character development dei nostri personaggi del cuore. Dov’era lei quando Cristina se ne è andata? Quando Derek è morto?

Cosa ne sa del nostro dolore, cosa ne sa della nostra rinascita.

La verità è che in questi ultimi anni noi ci siamo assuefatti. Eravamo così dentro a quel timbro narrativo, a quell’impronta di storyline, che tutto l’ambiente era diventato tossico ma noi non potevamo notarlo. Ne avvertivamo i sintomi, ma non sapevamo che dietro c’era qualcosa di più grave.

Un po’ come Amelia col suo tumore.

Non sto sputando nel piatto dove ho mangiato, anzi, benché io ammetta che molti errori sono stati commessi, specie nella stagione passata, ringrazio e sono grato agli autori per tutte le emozioni che ci hanno regalato.

Questo discorso è solo per arrivare al punto chiave della questione.

Il ritorno di Megan era per me, nella mia mente, nel mio immaginario, nel modo in cui gli autori ci hanno abituato a vedere e vivere le cose nel Greysverse, come un episodio in stile 13×18.

Quello del tumore di Diana Pierce e del devastante impatto emotivo che questa terribile malattia ha sulla vita delle persone che la vivono.

Perciò mi aspettavo reunion strappalacrime, grida, dolore, angoscia, salti temporali confusionari, discorsi catartici sul senso della vita e l’importanza di viverla a pieno, sì, insomma, mi aspettavo i sentimenti violenti a cui questa serie ci ha abituati negli ultimi anni.

Invece apriamo la stagione con una sorella che non vede il fratello da 10 anni e per prima cosa gli fa uno scherzo e scoppia a ridergli in faccia.

Ero allibito.

Mi chiedevo se per caso stessimo crossoverando con Will & Grace che andava in onda sulla NBC nello stesso momento.

Ma capiteci autori, noi siamo anche italiani.

Voi americani dite: “Non sono nel mood” se qualcosa non va, noi invece bestemmiamo San Gennaro e tutta la sua arcaica discendenza.

Siamo abituati a piangere nei salotti pomeridiani della D’Urso, siamo abituati a vedere i concorrenti dei reality urlare, svenire e piangere quando rivedono i loro cari dopo solo una settimana di lontananza.

Questa Megan Hunt torna dopo 10 ANNI e ci ride in faccia.

È poco televisivo, non è la reazione che volevamo, la cosa non rende, l’ascolto cala.

A peggiorare le cose, questo salto continuo della regia da una scena all’altra.

Che costa succedendo? Non si sa.

Chi è alla regia quest’anno? Sergio Colabona del Grande Fratello Vip?

Perchè passiamo velocemente da una scena all’altra, perchè non restiamo ad ammorbarci nel dolore e nella gioia della reunion della famiglia Hunt?

Poi ho capito.

Il colpo di genio è arrivato.

OMG ma questa è la coralità perduta!

Questo era il taglio classico di un episodio di Grey’s Anatomy.

Cosa potevamo saperne, noi abituati a vedere in scena gli stessi personaggi per 6 episodi di seguito prima di vederli sparire nel nulla per altri 6 episodi?

È come se negli ultimi anni al governo ci fossero stati i repubblicani e quest’anno invece è la volta dei democratici: più screentime distribuito equamente per tutti.

Una rivoluzione.

Abbiamo visto più volte Jo Wilson in questi due episodi che negli ultimi 2 anni.

Ma questo taglio autoriale, questa regia che apparentemente sembra sciatta e distratta, che non resta ferma nella stessa scena o situazione per più di due minuti, che sembra prediligere la quantità piuttosto che la qualità del buon vecchio drama a cui siamo abituati, ha i suoi perchè.

Non è sciatta, ma breve e decisiva.

Cattura l’essenza senza perdersi in inutili fronzoli.

È una tessera significativa di un puzzle, che si unirà ad un’altra tessera più avanti nell’episodio e che mostrerà la sua interezza solo a percorso finito negli ultimi istanti della puntata.

È così che queste scene sono concepite.

È così che è stato nei primi anni di Grey’s Anatomy.

È così che questo show ha sempre parlato e catturato un ampio bacino di pubblico.

Perchè notizia shock, non tutti amano Meredith Grey.

A qualcuno interessa davvero di Alex, Jo, Miranda, Jackson, April, delle loro storie, delle loro vite, delle loro vicende, vuole vederli crescere a poco a poco, con piccoli ma significativi passi.

Con costanza, continuità, realismo.

Tutto quello che ultimamente era venuto a mancare.

Complice anche le scene al bar di Joe che sono l’ESSENZIALE di questa serie, col tempo, andando avanti in questa premiere, abbiamo capito che questo non è un passo verso un territorio sconosciuto ma un vero e proprio ritorno alla golden age, all’adolescenza di questo show che ci ha fatto innamorare anni fa.

Perciò è stato inevitabile lasciarsi andare, farsi coinvolgere, abbandonare quel mood di diffidenza verso questo stile di scrittura, questo script da incisione di bisturi 10, e come Meredith Grey ci insegna, abbiamo preso la nostra nuova occasione di vita per mano e siamo andati avanti.

Perchè se hai uno show che festeggia un traguardo raro come i 300 episodi, cambiare fa bene.

  • Megan – Nathan – Meredith

È impossibile non innamorasi di Megan Hunt. Due battute e sei già suo.

Amo il fatto che anche se sappiamo ancora poco di lei, noi abbiamo già immaginato tutto.

Com’è stata la sua vita negli ultimi 10 anni, cosa l’ha spinta a restare integra, ad andare avanti giorno per giorno nella prigionia, com’è sopravvissuta lontana da casa e da tutti gli affetti.

Geniale l’idea della maternità, di questo bambino: l’amore materno, l’unico amore folle, il più puro e immenso che esista al mondo, per il quale sei disposta anche a voltare le spalle alle tua vita e restare in ostaggio per un decennio.

Non credo avrebbero potuto inventarsi un espediente narrativo migliore di questo per giustificare e fondare una storyline del genere.

Megan Hunt è una donna assolutamente badass, fiera, vulcanica, imprevedibile, avventuriera nella vita e nelle emozioni, audace, perspicace e persino saggia.

È una fuckin’ warrior queen ma ciò che la rende speciale e quindi ce la fa amare davvero, è il suo lato umano. Da sopravvissuta.

Dei supereroi perfetti non sappiamo che farcene, noi amiamo tutte le 50 sfumature o sbavature di imperfezione che ci sono nel mezzo.

Perciò è facile amarla. Perchè in lei riconosciamo anche quella donna fragile, distrutta, torturata, ma che comunque continua a vivere perchè ha trovato dei motivi per farlo.

Sono violenze congelate dentro di lei, che la rendono un rottame ma allo stesso tempo non le impediscono di andare avanti.

Un po’ come il suo addome.

Perciò adesso possiamo confermarlo ufficialmente: Nathan Riggs ha buon gusto in fatto di donne.

L’amicizia tra Meredith e Megan resta la cosa più preziosa di questa premiere.

Sano femminismo, simbolico girl power alla faccia di tutti quelli che le volevano nemiche.

Non che ci fossero dubbi, siamo a Shondaland dopotutto, ma hanno gestito questo “triangolo” egregiamente.

Niente situazioni trash da teen drama, solo profondi momenti pregni di significato, emozione, dolore, struggimento, rispetto.

A parte l’ambiguità, il disagio e l’imbarazzo iniziale con cui è stato bello giocare con i tre in scena, hanno sviluppato il tutto in una maniera incredibile.

È facile dire: “ok, che palle, questa cosa l’abbiamo già vista. È così scontato che alla fine Nathan e Meredith staranno insieme, perciò sono tranquillo.”

Ma poi Nathan tira fuori l’anello e fa la proposta a Megan ed è qualcosa di così imprevedibile per noi che da un lato piangiamo di feels, perchè una parte di te lo vuole l’happy ending per Megan e Nathan, li senti che sono (stati) l’uno l’amore dell’altra, lo sai, lo vedi in ogni loro scena, ma poi Meredith entra in quella stanza, nel momento clou, e l’avverti la sua paura, la paura di tutti in quel momento.

Credo che in quel momento Meredith non solo abbia realizzato che con Nathan era finita per sempre, che quindi avrebbe perso quella che credeva una seconda occasione di vivere l’amore, ma anche il fatto che per lei non ci potrà mai essere un miracolo simile.

Perchè l’amore della sua vita è morto per sempre.

Speranza soffocata, malinconia e tristezza.

E tutta questa situazione, funziona per questo.

Parliamo di Nathan.

Quest’uomo non avrebbe potuto fare diversamente, anche perchè se si fosse comportato in una maniera diversa da questa, non sarebbe stato lui.

Semplicemente perchè, dall’altro lato, con Meredith che assiste al ritorno di Derek, le cose sarebbero andate allo stesso modo.

Si capisce in ogni loro scena che Nathan e Megan sono uniti da un forte legame, che hanno quella famigliarità da coppia sposata, che in passato sono stati un tutt’uno.

C’è stato un forte e grande amore tra loro e questa è una cosa che non sparisce, né va mai via veramente.

Se ci aggiungiamo il fatto che loro hanno vissuto un’esperienza tragica che sono in pochi a provare in questa vita, allora ci rendiamo conto che, tutte queste emozioni riaffiorano e sono amplificate nel momento della reunion.

La proposta di matrimonio è inaspettata per noi, nel senso che è una cosa che pensavamo sarebbe potuta accadere, ma più avanti. Ma grazie a Krista, per averla inserita subito perchè ripeto, ci ha dato quel senso di pericolo reale, ci ha scrollati dalle nostre certezze.

Ci ha davvero fatto mettere in dubbio ogni cosa.

E gli autori sono stati bravissimi a lasciarci vivere quel rapporto che unisce Megan e Nathan perchè a un certo punto della premiere, è stato facile come respirare, immaginarsi un loro futuro insieme, loro due che vivono in America, magari in una casa sulla spiaggia in California, mentre crescono quel bambino adottato legalmente da entrambi.

È una possibilità di vita che ci dà delle emozioni.

Perchè prima ci hanno fatto conoscere Megan, ce l’hanno fatta amare, poi ci hanno mostrato le meraviglie del suo rapporto con Nathan.

E poi c’è Meredith.

Quella tra Meredith & Nathan è stata l’inizio di una storia d’amore fatta di un lungo corteggiamento, piuttosto che una storia d’amore vera e propria.

Erano agli inizi, perciò chiudere è stato facile per loro.

Quello che però non è affatto facile è controllare le emozioni che scaturiscono da tutto questo.

Quasi due anni, significano qualcosa.

Megan lo sa.

Lei lo ha capito dal modo in cui lui non voleva rivelarle di aver conosciuto qualcuno di importante, dal modo in cui Mer ha reagito quando ha visto l’anello, dal modo spaventato e dispiaciuto in cui Nathan ha reagito quando Meredith è entrata in quella stanza.

Ecco perchè dice a Nathan che non può sposarlo perchè lui è innamorato di Meredith.

L’ultima scena è stata inaspettata e violenta, tanto quanto quella della proposta.

Perchè Nathan ama Megan, ma più forte di quell’amore c’è solo il senso di colpa e del dovere. Nathan si sente responsabile per quei 10 anni di prigionia, Nathan si sente responsabile per il suo addome sfracellato.

È colpa sua.
Lo sa benissimo.

E con quell’anello vuole prometterle che questa volta ci sarà per lei, che sarà un uomo diverso, migliore, che rimedierà a tutto il male che le ha fatto. Parlando con April, ha capito quanto è importante, per evitare ulteriore sofferenze, chiarire subito una situazione. E lui l’ha fatto. Ha fatto ciò che ritiene giusto, non ciò che sente davvero.

È un gesto tragico, disperato.

Questo Karev 2.0 con la sua Izzie malata, le ha fatto la proposta prima della sua operazione. Operazione nella quale poteva anche morire. Voleva prometterle che tutto sarebbe andato bene questa volta, che ci sarebbe stato al suo risveglio, che l’avrebbe seguita ovunque.

Perchè se si fosse fermato a riflettere, Nathan Riggs non avrebbe mai fatto la proposta a Megan perchè avrebbe capito quello che lei stessa ha percepito: lui è davvero innamorato di Meredith.

Non le sta mancando di rispetto, non sta trattando Meredith come seconda scelta, è semplicemente confuso. Smarrito. Diviso tra due amori che non sa spiegare, definire. Tra dovere e senso di colpa.

E Meredith lo sa, ed è per questo che va via. Non perchè si sente offesa da lui, non perchè lui le sta mancando di rispetto. È stata lei a chiudere, a dirgli di andarsene perchè lei avrebbe fatto lo stesso.

Questi due hanno iniziato ad innamorarsi parlando della morte delle due persone che più amavano e alla fine hanno finito per colmare quel vuoto l’uno con la presenza dell’altra.

Come torni indietro da una situazione simile? Come ti svuoti di quei sentimenti? Come fai di nuovo spazio a quell’amore passato dopo che l’hai guarito con un nuovo amore?

Perciò Meredith se ne va, perchè esasperata da tutta questa situazione. Perchè odia essersi lasciata coinvolgere così tanto. Odia essersi innamorata di nuovo. Perchè in fondo vorrebbe solo essere una madre e un chirurgo e non ancora quella ragazza col cuore in mano che fa sapere all’altro di esserci nella sua scelta.

Che sì, ha mentito. C’è ancora una scelta da fare e lui può farla. 

Se ne va perchè odia dover ammettere, che una parte di lei avrebbe fatto la stessa cosa terribile che Nathan ha fatto fuori dall’ospedale in quel momento.

Ossia chiedersi, nonostante il ritorno di Derek, se lei ormai si fosse inaspettatamente e disperatamente innamorata di Nathan a tal punto da mettere in discussione tutte le sue certezze.

E dopo aver sperato così tanto in quel miracolo, non ti senti una merda ingrata verso la vita, verso dio, il cielo, il fato, nel realizzare che per il tuo cuore non è più abbastanza? Che nel frattempo ha conosciuto altro e vuole disperatamente quell’altro? Che hanno esaudito il tuo più grande desiderio, proprio a te, un essere umano tra tanti, e tu stai per sputare su quel miracolo?

Meredith continua a ripetere: “ho avuto un solo grande amore nella mia vita ed è morto” come difesa non solo verso se stessa, ma anche verso gli altri. È quello che ripete quando Megan gli chiede se ama Nathan. Ripetersi che sarà sempre Derek, è una fragile certezza dietro la quale si è barricata. Perchè ammettere la verità sarebbe una cosa tremenda: ne ha conosciuto un altro. 

Un altro amore così forte, intenso, vero, che le ha dato la forze e la voglia di chiudere col passato e iniziare a vivere di nuovo il presente.

Ma Meredith & Nathan avevano appena scritto il loro: “C’era una volta..” ed è subito arrivata la “Regina Cattiva” che li ha costretti a fare i conti con i loro sentimenti.

Perciò grazie autori per questa storyline straordinaria, grazie per quest’angst, per il modo intelligente e appassionante con cui state gestendo questa tragedia d’amore senza renderla banale o scontata.

Ve ne sono grato, perchè io shippo così.

Delle coppie felici e senza problemi, non so che farmene.

  • Teddy – Owen – Amelia

È il vero colpo di scena della premiere.

Il bacio tra Owen e Teddy.

Quanta meraviglia, quanto dolore e quanta verità in quella scena straziante.

È un momento così intenso e reale che tutti possiamo dire di aver vissuto nella nostra vita.

Quella sensazione di indefinito, di tempi e modi sbagliati, di pensare di essere destinati anche se la vita ha scelto per noi strade diverse.

Per me, quella scena, resta il cuore di questa premiere.

Le parole di Teddy, quel: “se davvero siamo destinati a stare insieme in questa vita, allora lascia che io sia la tua persona preferita, e tu la mia, almeno per ora” aprono possibilità immense:

  1. la prima è che GA è infinito, che prima o poi tutto torna, perciò in futuro potrebbe farlo anche Teddy, questa volta definitivamente, e gli autori potrebbero esplorare questo meraviglioso rapporto;
  2. la seconda chiave di lettura per tutto questo è che, se anche Teddy non dovesse più tornare a Seattle, se anche non dovesse mai avere la sua possibilità di vita con Owen, sappiamo che ci sarà sempre questo legame indissolubile che sfida ogni logica spazio-temporale tra loro, che sarà qualcosa a cui entrambi penseranno nei momenti bui della loro vita, che sarà sempre una promessa o una possibilità tanto palpabile quanto indefinita tra i due. Ed è bellissimo per questo, è poetico per questo, è reale, duro e ingiusto come sarebbe nella vita vera.

Ma la tempistica gioca a loro sfavore perchè non solo Owen è sposato, ma, dettaglio essenziale che cambia ogni cosa, in quel momento, Owen non era lì per Teddy.

Lui era lì per lui.

Lui voleva solo qualcuno che lo toccasse, che lo amasse, che gli desse tutto ciò che il suo matrimonio non gli dà da mesi.

Che fosse Teddy o un’estranea, avrebbe fatto poca differenza.

Dopo la frase agghiacciante che Amelia dice ad Owen: “se Teddy ti vuole, può averti”, Owen ha rivissuto la stessa identica cosa di quando era sposato con Cristina e il suo matrimonio era in crisi.

Teddy, o una sconosciuta senza volto per noi, come avvenuto tante stagioni fa, non avrebbero fatto la differenza.

È questa la cosa disturbante in questa situazione: le intenzioni di Owen.

Adesso per me non ha solo tradito Amelia, ma ha anche fatto un torto a Teddy, qualcosa che lei non meritava affatto.

Perchè ha attraversato mezzo mondo per stare con lui in questo momento difficile della sua vita.

Spero che Owen avrà la possibilità di redimersi nei prossimi episodi perchè con quel gesto, mi ha ricordato tutti i motivi per cui non l’ho mai amato, fino all’arrivo di Amelia.

Per quanto riguarda Amelia…

Era tutto troppo bello per essere Grey’s Anatomy.

Ci voleva la mazzata finale.

Io ho paura, sarebbe stupido non averne a Shondaland, ma sono fiducioso.

Ci hanno promesso un nuovo inizio, questa volta per davvero.

Ci hanno promesso toni leggeri e allegri, grandi risate e note comedy.

Cose che abbiamo visto in questa premiere e che ci ha fatto ridere emozionandoci. Cosa rara e preziosa.

Perciò non avrebbe senso far morire un grande protagonista dello show adesso.

Se la premessa è liberarci dal fantasma di Derek, dai toni cupi e bui in cui la serie è caduta dopo la sua morte, che senso ha scacciare un fantasma, creandone un altro?

Ecco perchè credo che questo tumore sia solo il riscatto di vita di Amelia.

Perchè non solo si ricollegherà a ciò che ha vissuto in Private Practice, creando un vero terremoto emotivo, ma si renderà conto che fondamentalmente lei è una persona sana.

Che il tumore ha avuto le sue colpe nello spingerla a drogarsi, a fare scelte distruttive.

Che il tumore ha influito nel suo essere borderline.

E una volta superato questo ostacolo, una volta aver capito che cos’è che non va nella sua vita e a cosa è dovuto, lei supererà gran parte delle sue paure e sarà pronta a vivere il suo matrimonio con serenità e sopratutto a diventare nuovamente madre.

Serviva qualcosa di grosso per scuotere Amelia.

Per Meredith post Derek è stata la 12×09, per Amelia il tumore.

  • Jolex

Questi due episodi hanno fatto per loro quello che due anni di show non sono stati in grado di fare.

I Jolex rappresentavano perfettamente tutto quello che ormai non funzionava più in questa serie.

Erano la sua vergogna più grande.

In questa premiere abbiamo una prima parte di quella che può essere considerata un’espiazione delle colpe di scelte autoriali infelici.

Mi piace che abbiano costruito un percorso per loro, prima separatamente, poi unendo le due strade, fino alla reunion nel finale.

In questa premiere c’è stato quello che è mancato da tempo a Jo: introspezione, spessore narrativo, una storyline.

È stato facile affezionarsi a lei, superare le avversità che una scrittura pessima aveva creato nel pubblico.

Perchè finalmente l’abbiamo vista come la protagonista di qualcosa, una donna che lotta per affermarsi come chirurgo, ma anche una giovane ragazza con i suoi problemi e le sue paure, che commette degli errori.

Umanità e desiderio di eccellere che si incontrano: un mix esplosivo.

Jo Wilson ci riconquista e lo fa portandoci nel suo mondo, nei corridoi dove lavora, con i colleghi con cui si confida, nel bar dove passa le serate confrontandosi con i suoi sentimenti, un mondo dove è lei a deciderne gli eventi e ad assumersi le responsabilità, e non una bambina capricciosa e piagnucolosa da spostare ogni tanto per esigenze di trama.

Jo Wilson non aveva una collocazione nella trama dello show, non aveva un posto al GSMH. Era una pedina. Inutile, sacrificabile.

Con questa season premiere, Jo Wilson inizia la sua scalata della scacchiera.

E per tutti questi motivi, per il modo in cui hanno lasciato che vivessimo la sua storia attuale, il suo stato d’animo, che ascoltassimo i suoi pensieri, le sue emozioni, è per tutto questo che la reunion con Alex resta la cosa più emozionante di questa premiere.

È un ritorno a casa, un ricostruire qualcosa che si era rotto da tempo ma che nessuno aveva voglia di aggiustare.

Questa premiere dimostra che persino un giocattolo rotto è prezioso, se sai come ripararne le crepe.

Conclusione:

  • Quella dei Japril nella s13 è stata una farsa. Una brutta storyline riempitiva. Sono felice che abbiano affrontato la faccenda del Montana, ma ancor di più che abbiano finalmente deciso di chiudere una volta per tutte. Adesso inizia davvero il loro divorzio, la loro separazione. Questa sì che è una rottura. Qualcosa di definitivo. Che senso ha avuto divorziare se vivi sotto lo stesso tetto e ci vai anche a letto insieme? Erano più sposati di Owen e Amelia. In questo modo, prendendosi il loro tempo e il loro spazio, avranno finalmente modo di riflettere e di capire se sono fatti l’uno per l’altra o se è tempo di voltare pagina.

  • Tante cose per cui essere grati in questa premiere, ma mai quanto quella per il ritorno del bar di Joe. Siamo cresciuti lì dentro, tanto quanto in ospedale, abbiamo visto le migliori storie d’amore di questa serie, nascere, crescere e morire in quel bar. Perciò immaginate la botta di vita quando Carina DeLuca rimorchia Arizona al bancone. Per me questo basta a dire che sì, questa è la volta buona di Arizona.

Imbarazzante la scena tra i fratelli DeLuca. A Forum ho visto litigate più vere e convincenti. Ma vabbè, lo show va in onda in America, è pensato per intrattenere e divertire lo spettatore americano che di italiano sa solo dire: “scusi” come Arizona. Perciò ci sta che fosse volutamente caricaturale, esasperato, molto da macchiette stereotipate.

  • Le scene tra Owen, Teddy, Nathan e Megan, patrimonio dell’umanità. Ti comunicavano proprio quel senso di famiglia, di circolo esclusivo, di legami decennali. Una rimpatriata stupenda di cui proprio non riesco a concepire l’idea di una fine. Voglio strappare il passaporto a Teddy e Megan e tenerle con noi per sempre.
  • Grazie per tutte le note comedy di questa premiere, per la reunion tra Teddy e Arizona che mi ha fatto ridere così forte che ho sentito gli uccelli alzarsi in volo nel giro di 2km. Grazie per la specializzanda che come noi vive su Twitter e se ne frega della dieta e urla AAAAAAA quando è in stato di shock. Che voglia di essere BFF e di spettegolare vicino ai distributori del GSMH.
  • Grazie per aver riportato la coralità e il realismo in questa serie. Grazie perchè adesso hai proprio la sensazione che questa gente lavora nello stesso ospedale e non in una stazione spaziale su Marte. Grazie perchè i personaggi si incontrano e scontrano più volte in quei corridoi, ricordandoci i legami che li uniscono o i passati che li accomunano. Grazie per aver reso questi medici di nuovo una famiglia e non un branco di parenti che occasionalmente si incontravano per un “Buon Natale” \ “Anche a te e famiglia”. Grazie per averci ricordato che April è amica di Nathan e Arizona, rapporti intrapersonali scomparsi nell’ultimo anno, da sempre punto di forza della serie, che finalmente ritornano.

  • Grazie per aver reso reso i Merlex di nuovo sani. Grazie perchè finalmente Meredith è una spalla su cui piangere, una persona con cui confrontarsi, una donna guarita. Grazie perchè non straparla in continuazione senza chiedere ad Alex della sua vita, grazie perchè è tornata a bastonarlo e a farlo ragionare sbattendogli in faccia le problematiche da cui fugge da più di un anno. Grazie perchè se Alex si avvicina a Meredith sai che è solo perchè vuole fregarle il McChicken e non hai più il dubbio che voglia limonarla da un momento all’altro come farebbe Owen Hunt.

Una premiere esplosiva, veloce e intensa come un giro sulle montagne russe.

Le meraviglie le abbiamo già viste.

Dobbiamo solo continuare così.

Voto: 9+

 

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