Recensione di Daniele – Grey’s Anatomy 14×03 Go Big or Go Home

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Tre episodi di questa stagione di Grey’s Anatomy e io mi sento come Kimmy Schmidt quando fu salvata dal bunker sotterraneo del Reverendo Wayne Gary.

Mamma mia che meraviglia, stiamo scoprendo un nuovo mondo.

Abbiamo proprio quella meravigliosa ingenuità fanciullina che ci porta a guardare questi episodi con occhi nuovi, diversi, increduli.

Ogni episodio è un scintillante, prezioso, perfetto gioiello di narrazione.

Siamo sbalorditi dalla maestria di questi intrecci di trama, dal modo in cui tutti i personaggi appaiono in scena più e più volte e vengono valorizzati al massimo nei loro punti di forza ed anche debolezza, dal modo in cui gli eventi hanno un’inizio, uno sviluppo ed una conclusione in soli 40 minuti, in maniera coerente, organica, per nulla forzata.

È straordinario sapere che ogni personaggio ha una sua storia da raccontare in OGNI episodio, che si collegherà a quella di un altro, il cui capitolo sarà aperto e chiuso nell’episodio stesso.

È stupendo il modo naturale e credibile con cui questi personaggi, ogni settimana, fanno dei piccoli passi in avanti, crescono, sono in continua evoluzione, ogni minuto di screentime non è riempitivo, ma valorizza il loro character development. Non sono fermi, non c’è staticità narrativa, non ci sono più situazioni stagnanti che si trascinano fino alla noia di episodio in episodio.

Ogni settimana è una nuova avventura, una nuova sfida, un nuovo inizio.

È davvero incredibile il fatto che non abbiamo più bisogno dei casi clinici per emozionarci, perchè i personaggi sono schierati in primo piano come non avveniva da tempo.

Ma vi ricordate quanto screentime sprecato nella s13? Ma vi ricordate i casi clinici settimanali che pisciavano fuori dal vaso, non stavano nel loro spazio ma andavano oltre, occupavano gran parte di episodio perchè sembrava che ormai ci fosse rimasto solo quello? Un nuovo caso clinico settimanale con cui emozionarci perchè i nostri non erano più capaci di farlo. Da protagonisti a guest stars del loro show, delle loro storie, delle loro vite. Da personaggi a spettatori. Come se Grey’s Anatomy non fosse più un medical drama, ma un procedural con tanto di Moster of Week.

È stato tutto questo a spingere alcuni a mollare o peggio ancora, a compiere il gesto più estremo e malvagio al mondo: chiedere l’eutanasia per il proprio figlio.

Perchè sì, Grey’s Anatomy è il nostro show del cuore e si sa che i figli so piezz e core.

Adesso è come se il sortilegio oscuro fosse stato spezzato da una sceneggiatura capace e all’altezza delle aspettative, è come se noi e questi personaggi fossimo di nuovo liberi di uscire fuori a giocare.

Tre episodi della 14° stagione non valgono l’intera 13° da 24 episodi.

La fa sfigurare, la rende un brutto incubo, un ricordo spiacevole che siamo felici di lasciarci alle spalle senza troppi rimpianti.

Perchè se quest’anno riesci non solo a sopportare ma persino ad apprezzare personaggi come Maggie e Ben, allora sai che siamo di fronte ad un miracolo.

Krista Vernoff non ha salvato il mondo dalla crisi economica-finanziaria, non ha scoperto la cura per il cancro, ma ha di sicuro salvato le nostre vite.

E questo basta a renderla un’eroina internazionale ai nostri occhi.

Avengers: restituitele il mantello e andate a giocare un po’ più in là.

 

  • Il sole splende come non aveva mai… 😎

Ormai si sa che Meredith è sinonimo di sole.

Quando ci chiedono: “che tempo farà domani?” noi rispondiamo: “Meredith Grey” per dire che è soleggiato.

Per la mia gioia, abbiamo il ritorno della Meredith dark and twisty.

Amo ogni sfumatura di lei, ma quando è in quel mood mi regala solo perle di vita.

Tutto l’episodio con quel mood, ma giustificato da un’introspezione pazzesca del personaggio, che ne ha spiegato i motivi e le cause, ed è subito capolavoro.

Apprezzatissimo l’opening con Meredith in versione Cristiano Malgioglio che seguita dalla sua Zola nei panni di Serena Grandi, si lamenta del disordine dei coinquilini della casa.

Qua non fa mai niente nessuno, tranne noi due. Basta che urlano, mangiano noccioline fino alle 4 del mattino e non hanno rispetto di chi dorme.”

Meredith Grey lascerebbe volentieri la casa agiata per trasferirsi a Tristopoli. Mai nome fu più adatto.

Lunedì li metterà tutti in nomination.

E dalle risate passiamo alle lacrime con Meredith e il suo psicologo per amico.

Ragazzi, Meredith in terapia è catartica.

Fa bene a tutti. È come se anche noi fossimo su quel lettino immaginario a pensare e sistemare i casini della nostra vita. A fare ordine. Chiarezza.

Il pensiero che non potrò mai parlare dei miei problemi col psicologo del GSMH mi distrugge.

È terapeutico, liberatorio e rassicurante come il confessionale del Grande Fratello.

Lacrime a non finire per questa inaspettata reunion che ci ricorda quel bellissimo percorso di vita che Meredith ha compiuto nella 12° stagione.

Quel simpatico vecchietto è nei nostri cuori da allora e dopo oggi arriva la conferma che non se ne andrà mai via.

Lo ricorderemo sempre come personaggio chiave, perchè un po’ lo è stato.

Ha spinto Meredith ad andare avanti, a rimettersi in gioco, a capire qual è la fonte delle sue emozioni.

È il bello è che ha solo mosso qualche filo, premuto e insistito sui punti giusti, ma ha lasciato che fosse Meredith a fare tutto il lavoro.

Come questa settimana.

Non le ha mai dato le risposte che cercava, ha fatto sì che fosse lei a trovarsele da sola. A capire ciò che voleva.

Non pensate che sia meraviglioso il fatto che due anni fa Mer parlava con lui del fatto che non avesse una vita sentimentale, che fosse ferma in modo malsano, ancorata al ricordo di un fantasma, che non avesse bisogno di ricominciare con qualcuno, mentre oggi la ritroviamo in crisi per il fatto che ha compiuto quei passi, è andata avanti, si è in qualche modo rifatta in campo sentimentale, ha corso dei rischi e come al solito le è andata *di Gemma Galgani?

* sinonimo di merda, di sfiga in campo amoroso-relazionale.

La vera prova che il nuovo inizio è davvero effettivo dopo anni di false promesse, arriva proprio in questo episodio.

Negli ultimi due anni, Nathan è vissuto in funzione di Derek.

Era lui l’espediente narrativo con cui tenere vivo il ricordo dei MerDer. Senza di lui, senza lui come specchio del mondo emotivo di Meredith, non avremmo avuto flashback ( ed anche episodi) MerDer-centrici fino alla nausea.

Adesso gli autori sono arrivati a compiere quello che i loro predecessori non hanno mai avuto il coraggio di fare: lasciarsi definitivamente il passato alle spalle.

Hanno sempre avuto quel timore reverenziale verso il pubblico, come se cacciare via questo ingombrante fantasma fosse dannoso alla cara legge dello share. Colei che move il sole e l’altre stelle del mondo dell’entertainment.

Come se servisse ancora Derek Shepherd a tenere il pubblico incollato alla tv, a mandare avanti questa serie.

Era una situazione inizialmente catartica, giusta, riparatrice, ma l’hanno esasperata al massimo al punto da renderla malsana, nauseante. Come i casi settimanali che oscuravano le vicende dei nostri beniamini.

Altro errore corretto in questa stagione.

Adesso ce l’hai proprio l’idea che le cose sono cambiate, che lo show è una macchina ben oliata che ingrana e va finalmente avanti. E non ci sono critiche da Harper Avery che tengano.

Che poi quelli che criticano lo show sono i primi a storpiare i nomi dei loro personaggi del cuore. Harper che chiama la Bailey “Bingy” non vi ricorda forse uno che chiama Izzie “Isy” & so on…?

Dire: “sei un Harper Avery” può essere considerato un insulto verso una persona bigotta, ignorante, tradizionale in maniera noiosa?

Chiusa parentesi.

Vi dicevo, adesso le cose sono cambiate perchè è lo schema ad essere cambiato.

Non è più Meredith & Derek + Nathan,

ma è Meredith & Nathan + Derek\Megan.

Un equazione *kristiana (da Krista Vernoff, showrunner di GA) tanto sottile quanto potente.

Questo episodio dimostra che la questione non riguarda più il passato, ma il presente.

Sono Meredith & Nathan che si amano in un contorno di espedienti narrativi di Derek e Megan, che li hanno portati ad innamorarsi, li hanno portati fin qui, e adesso complicano solo le cose. Il loro legame.

NOI avevamo un sogno, stai tradendo il NOSTRO sogno, stai tradendo ME.”

Capite? È una cosa loro. È una tragedia loro.

Si sono incontrati, si sono innamorati, sono andati avanti fino al punto da costruirsi qualcosa di unicamente loro.

I motivi per cui si sono avvicinati, sono quelli che li hanno spinti a stare insieme.

Quando Meredith scopre che la moglie del suo terapeuta è morta da 10 anni e lui non ha voluto rifarsi una vita, si incazza con lui ma non gli dice: “è colpa tua se ho lasciato andare Derek”, perchè ora sa quanto è stato difficile ma sano farlo, ma è un rimprovero alla: “è colpa tua se mi sono innamorata di Nathan. Se adesso mi trovo in questo triangolo.”

E questo fa tutta la differenza del mondo.

Una parte di lei è grata per essere andata avanti perchè sa quanto è malsano ritrovarsi nella situazione sentimentale del suo psicologo.

E lui lo conferma: “Insegniamo meglio quello che noi ancora dobbiamo imparare. Siamo noi i più incasinati.”

In questo episodio ci arriva anche una grande risposta che mette a tacere tutti gli haters del mondo ed è la stessa Meredith a fornircele.

Nathan non ha mai pensato di sostituire Derek”.

E ancora, a tutti quelli che di Nathan e delle sue scelte nella premiere, non hanno capito nulla:

Ricorda a Megan perchè si è innamorata di te. Falle capire che è LEI la tua prima ed unica scelta.”

Quando i personaggi per i quali ci battiamo, spengono definitivamente gli haters con queste grandi verità, è come dio che ci sorride dall’alto.

E parlando di questo triangolo…

Io credo che non abbiamo mai visto prima d’ora in tv, un triangolo così pulito, pieno di poesia, struggimento, amore e rispetto.

La parola “triangolo”, per come siamo abituati a vedere le cose, ha un accezione negativa a tal punto che sono i protagonisti coinvolti, i primi a rifiutare tale termine per definire il loro intreccio sentimentale.

Con Meredith-Nathan-Megan, stiamo riscrivendo le regole di un triangolo amoroso televisivo.

Roba da libri di storia della sceneggiatura.

Non c’è guerra, non c’è rivalità, non ci sono meschinità e passi falsi, non ci sono litigate trash stile corteggiatrici di uomini e donne. Non c’è proprio Game of Thrones mariano.

Che poesia la rivale che non distrugge l’altra ma fa il tifo per lei. Che grandezza, che lezione immensa.

Mi piace un sacco il modo in cui hanno rappresentato la distanza tra Megan e Nathan in questo episodio. Apprezzatissime le scene tra i fratelli Hunt che parlano della loro vita sentimentale come se tra di loro non ci fosse un oceano di 10 anni di lontananza. Sono proprio un bel duo compatto.

Megan continua ad acquistare sempre più punti per il modo in cui sceglie di fare la scelta giusta, non si impone affatto ma capisce e rispetta il fatto che il suo ragazzo sia andato avanti in questi anni.

E ovviamente sai che una parte di lei spera che lui faccia qualcosa per dimostrarle che it’s always gonna be Megan.

Dall’altro lato abbiamo Meredith che non sta facendo la martire, non sta facendo l’eroina, sta facendo se stessa.

Meredith è una persona che con la solitudine ci convive. Lei è cresciuta in una famiglia spezzata, con una madre come Ellis Grey.

È sola dal principio, ha imparato a stare sola perchè è stata la vita a chiederglielo e sul serio per lei non è un problema.

Non è un eroina in questo, quello che per noi è un gesto titanico, per lei è naturale come respirare.

Non ci vede la straordinarietà in quello che fa. Lasciare andare chi ama, è la sua specialità.

Meredith è quella che ha detto a Cristina: “hai un volo da prendere” e l’ha messa su un taxi per spedirla a Zurigo.

Meredith è quella che ha detto all’amore della sua vita: “posso vivere senza di te” e l’ha mandato a Washington.

Meredith è quella che ha detto a Nathan: “vai e non scusarti” e l’ha mandato da Megan.

Perchè Meredith è questa. Il suo è un amore che non conosce egoismo.

Capisci che Meredith ama davvero qualcuno quando antepone il bene dell’altro al suo.

Perchè lascia l’altro libero di andare verso quello che vuole, sente, desidera. Perchè riconosce in lei l’ostacolo, l’unico motivo per cui l’atra persona non riesce a decidersi, e allora prende lei quella decisione, e riconosce che quella difficoltà nel partire, nel lasciare andare, è rappresentata dall’amore che provano per lei.

Perciò manda la sua persona a Zurigo, spedisce suo marito a Washington, Nathan da Megan.

Pretendere una Meredith diversa da questo, significa non solo non aver capito nulla del personaggio, ma anche non amare il personaggio.

Perchè la Meredith del “prendi me, scegli me, ama me” non esiste più da anni. Restare delusi da ciò che Meredith ha detto e fatto in questo episodio e voler quella Meredith lì, significa sacrificare 10 anni di show per una regressione totale del personaggio.

Cosa non solo impossibile, ma anche per nulla credibile.

Per tutti i motivi sopra elencati.

Perchè si cresce, si cambia, si matura. E Meredith l’ha fatto.

E anche noi.

Una dichiarazione d’amore alla “Prendi me, Scegli me, Ama me” a 15 anni è la cosa più romantica del mondo, a 25 ti dà i brividi.

Perchè l’amore non si chiede, l’amore non si elemosina. Non esiste amore al mondo per il quale valga la pena annullarsi, umiliarsi, degradarsi a tal punto, gemmagalganizzarsi. L’amore si dà e si riceve. Non si implora per amore.

Ecco perchè se Meredith avesse di nuovo fatto una cosa simile, non sarebbe stata Meredith ma un suo clone. Un doppelganger malvagio e agghiacciante con tendenze da zerbino.

E Meredith non è questa.

Nel modo sano e altruista in cui spinge Nathan verso quello che lei crede sia giusto per lui e che lui stesso voglia, riconosciamo la nostra Meredith Grey, e sopratutto, la prova definitiva del fatto che Meredith è davvero innamorata di lui.

Parlando di Nathan…

Spero che decida davvero di prendersi quei giorni di ferie, perchè non so se avete notato, ma nella sua valigia butta solo il maglione rosso riciclato dalla s13 e indossa gli stessi pantaloni e l’unica maglia di ricambio di quando non può fare il bucato, quindi lavare il maglione rosso.

Ha bisogno di uscire da quell’ospedale, di fare un po’ di shopping.

Deve prendersi le ferie non per risolvere la sua crisi sentimentale, ma quella del suo guardaroba.

Comunque, Nathan è incazzato nero perchè da Meredith non riceve le risposte che si aspetta, gli stimoli di cui ha bisogno.

Nathan non ha capito che questa non è la scelta di Meredith, ma la sua.

È lui a dover decidere.

Nathan spera che Meredith gli faccia capire di esserci nella sua scelta, di essere una possibilità in ballo.

Ma questa invece di farlo, se ne tira fuori.

Nathan è incazzato perchè crede che Meredith non farebbe la stessa cosa che ha fatto lui a parti inverse: ossia mettere in discussione il suo amore passato con Derek, per lui.

Perchè è questo che Nathan ha fatto con Megan ed è il modo palese in cui ha dimostrato a Meredith che è innamorato di lei. Il suo sogno si è avverato… eppure lui continua a ripetere a Mer: “sono innamorato di te”.

Quel “o forse lo ero” è solo una menzogna. Una difesa.

Perchè Mer gli sta facendo mettere in dubbio il loro rapporto. Lui sente che lei non prova le stesse cose che sente lui.

Nathan vaga per i corridoi della redazione senza sapere che fare. È pieno di dubbi, di domande, il ragazzo.

Ma questa mi ha preso in giro per mesi? Pensavo fosse amore, invece era solo ginnastica aerobica. Non dormivo per organizzarle le esterne, per farle le poste a sorpresa. Sento di aver buttato del tempo, Maria. Voglio lasciare il programma.

E Meredith se lo va a riprendere da dietro le quinte, però al posto di dirgli: “fai calare i petali, usciamo insieme da sto programma” come Nathan vorrebbe, gli dice: “Aò ma ‘ndo vai? Ma che te sei bevuto? Lasci il trono così? Ma lo sai quanta visibilità ti dà sto programma? Ma pensa alle serate, alle ospitate, pensa a quanti prodotti Fitvea puoi pubblicizzare stando sul trono. A scemo, la vita è complicata, il business pure. Vince chi fa più marchette su IG. Combatti.”

È tutto così 13×01.

Solo che Nathan sembra aver perso la voglia di lottare.

È totalmente confuso, perso, come giusto che sia.

E tutta questa rabbia viene fuori dai loro battibecchi che sono oro puro, questo angst che ci ricorda i meravigliosi inizi della s12, ma che è pregno del loro percorso di coppia.

Tutta questa sfida, quel pizzicarsi, quella curiosità scortese, quel: “come mai lo conosci?”

Non sono affari tuoi”

Ah giusto, è il tuo psichiatra”;

tutto quel: “i miei sentimenti per Nathan vanno ben oltre la rabbia, è odio e bisogno di violenza fisica” è il loro istintivo modo di corteggiarsi o come direbbe Meredith: “perseguitarsi”.

Nathan ha dimostrato a Meredith che la ama, mettendo in discussione il suo Miracolo Personale.

Meredith ha dimostrato a Nathan che lo ama, lasciandolo andare dal suo Miracolo Personale.

Il pubblico lo sa che si amano, l’ha capito, ma loro due sono troppo intrappolati nelle loro esterne piene di angst, nelle mancate risposte, nelle incomprensioni, nella rabbia, nei loro dubbi e false certezze, che sono così lontani dalla scelta.

Per la gioia di noi tutti.

 

  • Jolex

Una che invece le esterne è tornata a farle ed anche alla grande, è Jo Wilson.

Ragazzi qui siamo ai livelli delle esterne di Owen coi cani. Delle ciambelle in magazzino.

Lei che si compra il cartellone e gli scrive “Vieni a casa con me?”, il limone, i Negramaro in sottofondo, il pubblico in piedi che applaude, Rosy che dice a Jo: “mo ti sei svegliata? Per me stai qua solo per le telecamere”.

I Jolex sono tornati alla grande, belli e instagrammabili come una coppia fresca di scelta a uomini e donne.

Giulia DeLellis e Andrea Damante sono furiosi per essere stati spodestati dai Jolex.

Scherzi a parte, Jo acquista sempre più punti non per essere la metà dei Jolex, ma per essere Jo Wilson.

Finalmente questo personaggio ha lo spazio che merita e sta venendo fuori in una maniera incredibile. È originale, divertente, testarda, ha un umorismo frizzante. Tutto ciò che non vedevamo dalla s9.

Sta facendo un suo percorso, si sta riscoprendo ora che le è stata data la possibilità di farlo.

Non è più una del branco di inutili specializzandi che rubano screentime e di cui non ci importa nulla.

È anche lei una protagonista di uno show che è bello, ci piace, anche per il modo in cui Jo Wilson influisce nella narrazione.

Torna come donna forte, sicura, decisa che fa il primo passo verso un Alex scottato da due proposte di matrimonio rifiutate.

La gente non dovrebbe fare domande se non conosce le risposte” battuta cruciale in sala operatoria che porta Jo a fare quel gesto romantico a fine episodio.

E sono belli per questo, perchè sono due ragazzi interrotti alla shameless style, con una vita di merda e un passato difficile, però si sono incontrati, innamorati e non si organizzano le esterne per fare bella figura davanti alle telecamere, ma si promettono cose contro un fienile e non in una casa di candele, entrano in loft abusivi pieni di polvere, blatte e ratti e decidono di andare a vivere insieme.

È questo il loro fascino.

Benché sono una coppia fondamentalmente agli inizi, o meglio a un nuovo inizio dopo anni di pessima scrittura, conservano non solo quella freschezza, quel brivido eccitante da ship che si incontra negli ascensori per limonare, ma hanno anche la malinconia di un passato alle spalle che viene fuori in un semplice: “homecoming?”

 

  • Amelia

Un terremoto emotivo ha sconvolto non solo la vita di Amelia, ma anche la nostra.

Amelia ha un tumore da 10 anni e questa notizia ci ha letteralmente sconvolti, mandati in crisi, ha demolito ogni certezza che avevamo su di lei.

A primo impatto è una cosa tragica, devastante.

È come scoprire di essere stati adottati.

La mia vita è una bugia.

La prima volta che abbiamo conosciuto Amelia Shepherd aveva già il tumore, non abbiamo mai visto Amelia senza tumore.

Poi ci si calma, si riflette e si scopre che le cose sono meno tragiche di quel che pensavamo.

Noi abbiamo conosciuto la vera Amelia.

Amelia è sempre stata lei. Quel tumore grosso come un limone si è sviluppato lentamente nel corso di questo decennio.

Amelia senza tumore, non sarà diversa dalla Amelia che conosciamo.

Amelia è una persona difficile, esasperata ed esasperante, intensa, fondamentalmente distruttiva.

Perchè ha visto suo padre morirle davanti quando era piccola. Perchè è cresciuta e non si è mai sentita all’altezza degli standard della sua famiglia. È sempre stata la pecora nera.

La Amelia alcolista, drogata, non è conseguenza del tumore.

È conseguenza del suo vissuto, della sua backstory.

Dobbiamo pensare a questo tumore come al vampirismo o alla casa del Grande Fratello: “Illary, qui è tutto amplificato”.

Amelia è sempre stata lei, ma il tumore ha solo amplificato, fatto echeggiare, il suo essere borderline.

Ma non è mai stata la causa scatenante.

Personalmente, credo che la situazione sia degenerata dopo la morte di Derek e che il tumore e le sue conseguenze, siano entrate davvero in circolo, condizionandola, solo negli ultimi mesi.

Roba fresca, quindi.

E nello scorso episodio, vedendo Amelia in sala operatoria, ne abbiamo avuto la prova. Pazza come Frankenstein che urla: “si può fare!”.

Non credo affatto che questo tumore fosse stato pensato dall’inizio. Secondo me è solo un modo geniale per giustificare le scelte autoriali infelici della scorsa stagione che hanno fatto apparire Amelia come una schizofrenica.

Si perchè Krista Vernoff ha fatto i compiti a casa e li ha fatti benissimo. Lei era consapevole di sottoporsi all’esame di un pubblico difficile e ci ha voluto impressionare. Non solo si è studiata tutti i capitoli, ma ha fatto pure gli approfondimenti.

Ce l’ha dimostrato rispolverando tutte le relazioni interpersonali perdute che persino noi avevamo dimenticato, ce lo ha dimostrato in questo episodio riprendendo con un espediente GENIALE il rapporto Maluca (Maggie e DeLuca) per dare quella conclusione che non hanno mai avuto. Per chiudere quel capitolo.

Ragazzi questa è stregoneria pura.

E ha fatto la stessa cosa con Amelia, inventandosi del buon e sano drama per risolvere una situazione vittima di pessima gestione di screentime e storyline.

Perciò Amelia Shepherd starà bene, questo tumore avrà vita breve, lei ritornerà e continuerà per tutta la vita a lottare contro i suoi lati oscuri che non dipendono affatto dal tumore, ma sono da sempre parte di lei.

Piccola parentesi per quel: “Dovrai dirlo tu a Meredith perchè io non posso farlo. Mi dice da anni che sono pazza e questo le dà ragione. Credo che sia la cosa che odio di più.” un momento che mi ha fatto buttare lacrime e sangue perchè io in questo rapporto ci credo davvero. Ci metto la faccia, ci metto la testa, ci metto il cuore.

Dal primo momento.

Per me il rapporto di sorellanza tra Meredith e Amelia supera qualsiasi rapporto di sorellanza in questo show.

Perchè sono due persone tremendamente oscure, cupe, tristi, vittime di una vita maligna, che si sono incontrate e hanno fatto fatica ad accettarsi per il loro essere così simili, affini.

E quella frase tremenda dimostra tutta la potenza distruttiva del loro rapporto che è solo e tipico di quei rapporti di famiglia e di sangue.

 

  • Japril

Fan dei Japril, sono con voi.

Vi vedo sconvolti, distrutti, in crisi mentre vagate irrequieti ai margini del fandom chiedendo a dio cosa avete fatto di male per meritarvi questo. Vi vedo arrabbiarvi a protestare con lo stesso accanimento dei no-vax.

Ormai è risaputo che i Japril sono i MerDer di Grey’s Anatomy.

E ogni settimana è una batosta senza carota.

Jackson che non fa nulla per sistemare le cose ma sembra interessato alla possibilità di infilarlo nella vagina di Maggie, April che rimpiange di non aver sposato Matthew.

Voi siete le vere vittime di questo episodio, vorremmo donarvi il nostro 5×1000, inviarvi un sms solidale.

Sia chiaro: il problema dei Japril non è Maggie. Quello è solo un’inutile pretesto.

Il fatto è che i Japril devono naturalmente affrontare quello che rimandano dalla 12° stagione: il divorzio.

Hanno divorziato e questo deve essere difficile, doloroso, impossibile, brutto. Non una passeggiata ironica com’è stato finora.

Maggie non c’entra nulla. Loro non hanno mica divorziato per lei.

Jackson potrebbe pure limonarsi Maggie, perchè è annoiato, curioso, senza altri stimoli. È un maschio etero stuzzicato dalla possibilità di questo “incesto” proibito. E poi non tromba dal Montana, quindi le sue decisioni vengono dal basso.

April è pentita come solo una che ha appena divorziato può esserlo.

Il suo sogno iniziato come una favola, come nei migliori film romantici hollywoodiani, si è spezzato.

È lì su Fb che condivide “Tu sei un pezzo di me” di Levante feat Gazzè e Jackson è così annoiato e stupido da mettere pure mi piace, per farle sapere che se vuole di nuovo Montanare con lui, lo trova sul divano a giocare alla play.

Sono senza stimoli e senza voglia di far funzionare le cose.

Per questo la separazione non può che fare del bene ad entrambi.

Hanno bisogno di capire cos’è che non ha funzionato. Di affrontare l’amarezza, la delusione, il fallimento del loro matrimonio e reagire.

Hanno bisogno di una scossa.

  • Conclusione:

Carina è riuscita ad impressionare persino papà Webber con i suoi metodi naturali per sconfiggere il dolore. Facciamola regular subito e teniamola con noi perchè con Arizona ci dà quel brivido di erotismo che mancava da tempo.

Diamo alla Bailey e a Catherine dei casi mistery alla settimana con tanto di morto perchè sono un duo comico geniale. La Signora in Giallo può solo accompagnare. Il momento in cui ritrovano il cadavere di Harper Avery è così trashcomico che continuerà a farmi ridere così dal nulla ogni volta che ci penserò, fino a Giovedì prossimo. Apprezzatissimo il tocco alla Dinasty che la famiglia Avery porta sempre in questo show.

“I’m sorry, the old Grey’s Anatomy can’t come to the phone right now”
“Why?”
“Oh, ‘cause he’s dead!”

Voto: 8,5

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