Totorecensione in Anteprima: Stranger Things – Stagione 2

La seconda stagione di Stranger Things conferma i lati positivi della prima e offre un qualcosa di nuovo

Ci sono enormi aspettative dietro una serie come Stranger Things, che ha avuto un’ottima e acclamata prima stagione. Molti show a seguito di una prima stagione brillante soffrono di quello che in gergo viene chiamato “sophomore slump”, ovvero l’incapacità di un secondo tentativo di replicare il successo e la qualità del materiale offerto in precedenza. Stranger Things prende il sophomore slump e lo riempie di mazzate (con la mazza da baseball di Steve), regalandoci una seconda stagione al di sopra (delle già alte) aspettative.

Stranger Things è stato una sleeper hit, ovvero un successo non predetto, una serie che è cresciuta grazie al passaparola ed è diventata un vero fenomeno di cultura popolare. Il mix vincente di nostalgia, riferimenti ai film anni ’80, una bella soundtrack e ottimo materiale sci-fi, ha permesso alla serie di costruirsi lo status di “cult” in pochissimi mesi.

Stile e Mitologia

Se la prima stagione ha affondato le sue basi nei rimandi ai film coming of age come I Goonies o Stand By Me, la seconda continua il trend offrendo però qualcosa di personale. Ci sono ancora rimandi a numerosi film, citiamo Ghostbusters o Halloween di Carpenter, ma la serie offre qualcosa di suo, prova a fare un salto di fede rimanendo con un piede nelle citazioni e l’altro in un territorio inedito, il mix funziona. L’universo di Stranger Things viene espanso e ci si rende conto che il Demogorgone della prima stagione era solo la punta dell’iceberg. La mitologia della serie viene esplorata e viene creato un qualcosa che sicuramente ha l’intento di fare da base per stagioni future, viene creata una bibbia, vengono dettate delle regole, assistiamo, nella seconda stagione, alla nascita di un vero e proprio universo sci-fi.

I Personaggi

Se la prima stagione ci ha presentato i personaggi, la seconda li approfondisce, gli dà spessore, gli regala un’anima. Conosciamo meglio Will, che nella prima stagione aveva fatto da catalizzatore per gli eventi che hanno messo in moto la storia, era stato un po’ il MacGuffin di Stranger Things, in questo secondo capitolo gioca ancora un ruolo fondamentale, ma è più di un semplice espediente narrativo, diventa un personaggio a cui ci affezioniamo. Mike soffre ancora per gli avvenimenti della prima stagione, in questo lo show è molto realistico, non cancella ciò che è successo in precedenza, gli avvenimenti del passato hanno una forte risonanza su tutti. Steve continua il suo percorso di redenzione, rivelandosi uno dei personaggi più riusciti della serie e formando un duo meraviglioso con Dustin (non spoileriamo troppo). La serie introduce nuovi personaggi, in particolare quello di Max, una ragazza un po’ tom-boy che rischia di essere il fattore Yoko Ono del gruppo, ma che in realtà diventa un valore aggiunto. La Joyce di Winona Ryder sembra aver trovato l’amore (con Sean Astin de I Goonies, un caso?) e un po’ di serenità, ma non fatevi ingannare, è sempre il personaggio combattivo che abbiamo conosciuto nella prima stagione. Hopper si conferma il lead maschile della serie, il suo rapporto con Eleven è uno dei punti cardine della stagione.

Eleven – Undi

Nella prima stagione Millie Bobby Brown ci ha regalato una performance straordinaria con una media di sole 30 parole. In questa stagione Eleven parla. La backstory del personaggio viene esplorata. Con un’importante digressione nell’episodio 7, un episodio che sembra quasi stand-alone e che è interamente dedicato ad Eleven, guardiamo al futuro e al passato dello show e le possibilità sono infinite, questa stagione è servita anche a questo, ad aprire molte possibilità su storie future da raccontare. Eleven abbraccia il suo status da eroina in questo secondo capitolo e si conferma il piedistallo della storia.

Giustizia per Barb e il Triangolo

Barb è sicuramente il breakout character della prima stagione, in molti hanno chiesto giustizia per il suo personaggio e Nancy, con l’aiuto di Jonathan, cerca di dargliela. Per quanto riguarda il triangolo amoroso dei teen: c’è sicuramente una risoluzione, non sappiamo se sia temporanea, ma non è fastidiosa né forzata, non preoccupatevi shippers, in questa stagione c’è molto materiale per voi (che si tratti di Jonathan – Nancy – Steve o Mike-Eleven).

La sensazione che si ha guardando la seconda stagione è quella di avere a che fare con una storia che ha una base su larga scala, molto più grande di quella della prima. Se con il Demogorgone ci eravamo concentrati su una formica, la seconda stagione si concentra sul formicaio. Abbiamo una visione più ampia di tutto: della mitologia, dei personaggi, dell’universo di Stranger Things. La serie evita di ripetersi e cerca invece di evolversi, vincendo la sfida. 

La seconda stagione di Stranger Things debutta Venerdì 27 Ottobre.

Ringrazio Netflix per avermi dato la possibilità di vedere la stagione in anteprima.

9
  • Voto 9

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