Black Mirror – Stagione 4, La Recensione in Anteprima

Black Mirror è una serie antologica. Solitamente le serie antologiche cambiano protagonisti e setting in ogni stagione, mentre Black Mirror si reinventa in ogni episodio, un po’ alla Twilight Zone. L’incredibile forza della serie è che, pur cambiando ambientazione e cast in ogni episodio, è assolutamente riconoscibile. E il filo conduttore infatti resta sempre lo stesso, la cornice in cui vivono le storie è sempre della stessa natura, alla base ci sono sempre le nuove tecnologie.

Nuove tecnologie che sembrano il nemico, il villain della serie, quando in realtà i veri mostri restano le persone. Le persone che usano la tecnologia nel modo sbagliato. Black Mirror usa un futuro imminente, prossimo, che sembra quasi reale, per raccontare storie molto attuali.

ArkAngel, l’episodio diretto da Jodie Foster, ad esempio, racconta di un malsano rapporto tra madre e figlia. La tecnologia usata nell’episodio è solo un espediente narrativo, il vero cuore che pulsa nella storia è la paura. La paura di una madre che non vuole perdere sua figlia, che vuole proteggerla dal mondo. Ed è la paura che porta a sbagliare, un tema ricorrente anche in questa stagione. Hang the DJ parla della ricerca dell’anima gemella, ovviamente in stile Black Mirror, di nuovo una paura umana: il terrore di aver fatto la scelta sbagliata, di non aver trovate la persona giusta. Uno degli episodi più riusciti della quarta stagione.

USS Callister, che ha la durata di un film tv, è un episodio che osa. Ambientato nello spazio, sembra di vedere – inizialmente – un episodio di Star Trek. Non andiamo oltre, riguardo la trama, perché si tratta di uno degli episodi più belli e che contiene uno dei più grande twist della serie. E qui c’è un’altra forte qualità di Black Mirror: sa usare i colpi di scena. Non sono mai banali, non sono mai a favore di trama, sono destabilizzanti. Perché Black Mirror è anche inquietudine. Quando inizi un episodio non sai mai quello che ti aspetta alla fine.

Se Metalhead è stilisticamente meraviglioso (è completamente in bianco e in nero) ed è un chase-episode, Crocodile resta quello più vicino al passato della serie. La vera gemma, comunque, è l’episodio finale della stagione: Black Museum. Un’antologia nell’antologia. Un meta-episodio che racconta tre diverse storie incluse in una cornice più grande. Un po’ nello stile di White Christmas, ma con dei paletti più alti. Una vera lettera d’amore alla serie, che grazie ad episodi come questo dimostra che è in grado di raccontare ancora molto.

Black Mirror è una serie che osa ma che resta fedele alla sua natura. Uno show che è ancora in grado di raccontare molto, che usa le nuove tecnologie come punto di partenza per raccontare storie umane. Quarta stagione assolutamente riuscita, gli episodi migliori sono USS Callister e Black Museum, con menzioni d’onore per Arkangel e Hang the DJ. Dietro ogni capitolo c’è un mondo, una mitologia, una ricerca. Ogni episodio potrebbe essere il pilot di una nuova serie tv.

Voto: 9

Ringrazio Netflix per avermi dato la possibilità di vedere la stagione in anteprima.

La quarta stagione di Black Mirror sarà disponibile dal 29 Dicembre.

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