Spellbook 6×07 You Are The Reason

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Rose guarda il corpo di Luke. È ancora in decomposizione. È freddo. La pelle del vampiro è di coloro grigiastro e sulla sua faccia ci sono delle crepe, è come se si stesse rompendo. Come i pezzi di un puzzle che a malapena tentano di restare attaccati.
Rose respira a fatica. Non può accadere. Non ora.
Rose: Luke…
Rose tocca il vampiro. Il gelo delle mani di Luke è un colpo al cuore. E i vampiri, già di per sé, sanno essere molto freddi.
Rose: non puoi lasciarmi. Non ora.
Una lacrima riga il viso della strega.
Rose: ho bisogno di te per la fine.

Qualche minuto dopo, Rose esce dalla stanza. Preoccupati, Matthew, Tatia e Nicholas Flamel sono proprio lì davanti.
Tatia: allora?
Le mani di Tatia tremano, il nervosismo della ragazza è incontrollabile.
Rose: si sta decomponendo.
Tatia: sì, quello lo vedeco anche io.
Tatia vorrebbe calmare i nervi. Ma non ci riesce.
Nicholas guarda Matthew, ancora estasiato dai risultati dell’elisir.

Dyal arriva. Rose ha chiamato la scuola di magia. Il mago sembra altamente preoccupato.
Tatia: che cosa ci fa lui qui?
Tatia non ha pazienza per nessuno.
Rose: l’ho chiamato. Ma nessuno rispondeva…
Dyal: nessuno poteva. Sono morti.
Rose guarda Dyal, sconvolta.
Rose: cosa?!
Dyal: Hendius è andato alla scuola di New York e ha fatto una strage. Io non c’ero. Ho ricevuto la tua chiamata solo quando ho scoperto tutto.
Dyal è visibilmente provato.
Rose: vuoi dire che i maghi superiori sono tutti morti?
Dyal: la maggior parte. Non sono riuscito a trovare Cryon e la Principessa Alisia.
Matthew: non abbiamo tempo per questo. Dobbiamo salvare Luke.
Rose guarda Matthew, sicuramente concorda con lui.
Dyal: cosa gli è successo?
Rose: si sta decomponendo.
Dyal: allora Hendius l’ha fatto.
Rose: ha fatto cosa?
Dyal: ha svegliato Ardens.
Rose sente un brivido lungo la schiena.
Tatia: che cosa… di che parlate?!
Rose: Luke era legato ad Ardens da un giuramento Sine Qua Non. Ma Ardens era pietrificato e…
Tatia guarda Rose.
Tatia: tu lo sapevi?
Rose: cosa possiamo fare?
Dyal: non lo so. Non so neanche perché Luke sia ancora qui. Voglio dire, non per essere insensibile ma doveva esplodere. Come i vampiri.
Tatia guarda Dyal.
Dyal: percepisco uno scatto di rabbia in arrivo.
Matthew: dacci una via d’uscita.
Dyal: cosa?!
Matthew: andiamo. Un mago come te. Uno che sa tutto. Uno che sicuramente nasconde ancora qualcosa e che porta sempre problemi e soluzioni. Sai come salvarlo.
Dyal guarda Matthew
Dyal: sto cercando di aiutarvi. Sono dalla vostra parte, davvero. Ma i maghi superiori…
Rose: i maghi superiori dovranno aspettare.
Rose si fa seria.
Dyal: la soluzione è qui. Nicholas Flamel. Fate diventare Luke umano.
Rose guarda Nicholas
Nicholas: no, ve l’ho detto. L’ampolla che ha Luke contiene un elisir sbagliato.
Tatia: ma su Matthew ha funzionato.
Nicholas: non lo so perché. È stata fortuna. Ma c’è un altro elisir. Esiste. Ce l’ha il cacciatore di creature. Hunter.
Rose ricorda benissimo di averlo visto anni prima.
Rose: allora cerchiamo Hunter.
Tatia: bene.
Rose si rivolge a Tatia.
Rose: tu resti qui. Con Luke.
Tatia: no, voglio partecipare. Voglio salvarlo.
Rose: se lui fosse qui… vorrebbe te al sicuro. Vostra figlia al sicuro. E anche io vi voglio al sicuro.
In un raro momento, Rose e Tatia condividono qualcosa.
Tatia: trova quell’elisir.

Benjamin è seduto sul divanetto del castello DeLuc. Proprio davanti a lui – ancora addormentato da un incantesimo – il suo gemello Sean.

“Quindi è vero.”

Jack arriva in salone. Guarda il gemello del padre.
Benjamin: sì.
Jack: che cosa farai?
Benjamin: non lo so. Gli parlerò?
Jack: ha dei poteri?
Benjamin: non so ancora niente di lui.
Benjamin guarda il figlio.
Benjamin: come stai?
Jack, frastornato, si siede sulla poltrona.
Jack: vuoi la verità?
Benjamin sorride
Jack: non so quello che sto facendo. Vorrei saperlo, di solito… sono quello che è deciso.
Benjamin: ti riferisci al ritorno di Emma?
Jack: forse.
Benjamin: e a Charlotte?
Jack sorride. Così come Ben. Hanno due sorrisi così simili.
Jack: papà… tu cosa ne sai?
Benjamin: andiamo, ho capito che c’è una simpatia.
Jack: una simpatia.
Jack pensa che sia un eufemismo.
Jack: ad ogni modo, lei sembra abbastanza impegnata con Ben Junior. Quindi… sono tutti felici.
Benjamin: Junior è impegnato con il Custode da qualche giorno.
Jack guarda il padre, curioso.
Benjamin: stanno… cercando un’arma contro Hendius.
Jack: un’arma?
Benjamin: già.
Jack: e tu ti fidi a mandarlo in giro con quel tipo?
Benjamin: sembra uno che sa il fatto suo.

Alice arriva in salone. È palesemente preoccupata.

Jack: la ragazza più bella del mondo.
Benjamin: concordo.
Alice: smettetela.
I tre possono essere tranquilli nel parlare tutti insieme.

Jack: che succede?
Alice: Bright ed Evan. Hanno intenzione di andare a salvare Andy. Da soli.
Benjamin si alza. Alice guarda Sean. È così strano per lei vedere un doppione di suo padre.
Benjamin: non possono. È una missione suicida.
Alice: a loro non importa.

Rose e Matthew, che hanno appena sceso le scale, guardano il gruppo.

Jack: allora?
Rose: la situazione è grave. Se non facciamo qualcosa… Luke…
Rose ha ancora paura nel dirlo.
Alice: Bright ed Evan vogliono andare da Andy. Ed hanno l’indirizzo. Ho paura che facciano qualcosa di stupido.
Rose: Hendius non farà del male ad Andy. Per ora. Gli serve. Luke sta morendo.
Alice: quindi… è una scelta a chi è più in pericolo?
Rose sospira, nervosa.
Benjamin: sì.
Benjamin – che concorda con Rose in questo caso – dice la sua.
Benjamin: dobbiamo essere intelligente. Vogliamo riprenderci Andy, ma per farlo dobbiamo andare in squadra.

Rose: passo a casa a prendere qualcosa e mi metto in viaggio.
Matthew: in viaggio per dove?
Rose: per salvare Luke. Hunter ha l’unico elisir funzionante negli Stati Uniti, sembra.
Benjamin: dov’è?
Rose: Kensington, secondo le mie ricerche. È una cittadina a circa tre ore da qui.
Jack: verrò con te.
Rose: no. Ho bisogno che resti qui. Ho bisogno che questo castello abbia la maggior protezione possibile. E fate… venire gli alunni della scuola qui… mandatene alcuni al Wilson Hotel. Insomma, sparpagliateli.
Jack: perché?
Rose: perché Hendius ha risvegliato Ardens.
Benjamin guarda Rose, preoccupato.

Rose procede velocemente verso l’uscita del castello.

Jack: ci penso io.
Jack segue la madre, pronto a gestire i ragazzi della scuola.

Matthew avanza verso Ben.

Matthew alza la mano verso Ben, pronto a dargli il cinque.
Matthew: hey, complimenti, campione!
Benjamin lo guarda, confuso.
Matthew: oh, non hai ancora ricevuto la notizia.
Benjamin: quale notizia?
Matthew: niente spoiler.

Matthew guarda Sean.
Matthew: devo chiedere?
Benjamin: no.
Matthew: bene.

Nicholas Flamel scende le scale, ammirando – di nuovo – Alice.

Nicholas: salve.
Alice: ciao.
Nicholas: quindi vivi qui?
Alice: oh, no, questo è una specie di quartier generale.
Nicholas: oh. Interessante.
Nicholas continua a fissarla.

Matthew si intromette.

Matthew: hey. Nicholas.
Nicholas: hey.
Matthew: dimmi. Il tuo elisir rende immuni dai calci nel sedere?
Nicholas guarda Matthew.
Nicholas: ehm, no.
Matthew: bene.

Benjamin guarda la scena. Di nuovo confuso.
Alice sospira, lasciando il castello.

“Hey”.

Ma Matthew la segue.
Matthew: dove stai andando?
Alice: vorrei riuscire a convincere Bright ed Evan che questa è una pessima idea.
Matthew si ferma. E la ferma.
Matthew: qual è la storia con quel Nicholas?
Alice lo guarda, confusa.
Alice: che storia?
Matthew: ci stava provando.
Alice: lo so. Allora?
Matthew: non sei infastidita?
Alice: perché dovrei esserlo? È un bell’uomo.
Alice prosegue, di nuovo.
Matthew: mhm, dici?
Alice: sì.
Matthew la ferma, di nuovo.


Alice: che cosa ti succede? E… cos’era quel… quel siparietto con mio padre?
Alice chiede, curiosa.
Matthew: tua madre ha scelto tuo padre. Non che qualcuno sulla faccia della terra ne sia sorpreso.
Alice lo guarda, colpita.
Alice: mi dispiace.
Matthew: davvero?
Alice: beh… ci starai soffrendo.
Matthew: beh, non fa bene al mio orgoglio ma… l’ho presa con filosofia.
Alice: non mi fido molto della tua ritrovata serenità.
Matthew: non sono sempre stato io l’anima della festa?
Alice: sì, ma dovresti essere… sconvolto. A mangiare gelati o cose del genere.
Matthew: tesoro, non sono più un vampiro. Posso ingrassare ora.
Un tuono li distrae.
Matthew: wow, sembra che stia arrivando una tempesta.
Alice guarda il cielo, effettivamente è di color grigiastro.

Casa Wilson.

Rose scende le scale del patio con un borsone, pronta ad andare verso la macchina. Fa molto freddo, è in arrivo una tempesta. Prima che possa farlo, tuttavia, la macchina di Ben la distrae. Il ragazzo abbassa il finestrino.

Rose: cosa ci fai qui?
Benjamin: vengo con te.
Rose: perché?
Benjamin: sali in macchina.
Rose non se lo lascia dire due volte. Aveva bisogno di qualcuno insieme a lei. Posa il borsone di dietro e sale in macchina. Guarda Ben.
Rose: possiamo parlare?
Benjamin: non credo sia…il momento.
Rose: Ben. Non farlo. Non chiudermi fuori.
Benjamin: ma è quello che fai tu. In continuazione. Non mi prendi in considerazione. Scegli per me.
Rose: perché…
Benjamin: sì, perché tieni a me. E lo rispetto.
Rose stava per dire un’altra parola ma Ben l’ha fermata.
Benjamin: ascolta… ti amo. Non… ti terrò il muso o cose del genere. Non passeremo settimane senza parlarci o cose del genere. Ma sono deluso.
Rose lo guarda. Accetterà la sua decisione di non parlare. Per ora.
Benjamin mette la prima. Si parte.

Scuola di Magia, Twinswood

La pioggia è iniziata a scendere in modo violento su Twinswood e su tutta la costa occidentale. Jack ed Emma entrano velocemente nell’ala principale della scuola. Gli studenti sono in fermento.

Jack: OK. Ascoltate.

La voce di Jack si espande per la sala.

Jack: fate i bravi al Wilson Hotel. Meredith vi ha dato le stanze dell’ultimo piano. Non fate casino.

Charlotte, che è pronta ad andare verso il pullman che porterà gli studenti della scuola al Wilson Hotel, viene fermata da Jack.

Jack: tu vieni in macchina con me.
Charlotte guarda Jack, confusa.
Charlotte: come?
Jack: non starai al Wilson.
Charlotte: e dove dovrei andare?
Jack: il castello DeLuc ha tante stanze.
Charlotte: non voglio avere corsie preferenziali, grazie.
Emma guarda la scena, curiosa.
Jack: è per la tua sicurezza.
Charlotte guarda Jack, di nuovo.
Charlotte: vado al Wilson Hotel.

Jack, deluso dalla risposta della ragazza, vorrebbe tentare di fermarla.
Emma: qual è il problema?
Jack: voglio…
Jack guarda Emma.
Jack: voglio che sia al sicuro. È un target di Hendius.
Emma, non esattamente convinta della risposta, guarda il ragazzo.
Jack: muoviamoci.

Ferguson Interstate.

Benjamin e Rose sono bloccati nel traffico. Le condizioni metereologiche sono avverse. È impossibile proseguire.

Benjamin: la strada è chiusa.
Rose guarda Ben, preoccupata.
Rose: non c’è un’altra via?
Benjamin fa cenno di no con il capo.
Benjamin: è tardi.
Rose: non possiamo fermarci. La vita di Luke è in gioco.
Benjamin: non possiamo andare avanti con questo tempo. Dobbiamo aspettare.

Qualche ora dopo, Motel Lightshines, Virginia

Colonna Sonora: You Are The Reason

Rose e Benjamin entrano nella stanza 48. Sono completamente zuppi. C’è ancora allerta meteo in tutta l’east coast.

Benjamin: hai freddo?
Rose: sì.
Benjamin: fai la doccia. Poi la farò io.
I due guardano la stanza. C’è un solo letto.
Benjamin guarda fuori dalla finestra, togliendosi la camicia. La pioggia continua a scendere e sembra non voler fermarsi. Il ragazzo resta con una magliettina bianca.
Rose si toglie la felpa. Fissa Ben. Lo fissa per un bel po’. Tanto da capire – di nuovo – quanto ne sia innamorata.
Rose: ho scelto te.
Rose lo dice e basta, distraendo Benjamin dalla pioggia. Il ragazzo la guarda.
Benjamin: cosa?
Improvvisamente, le parole di Matthew iniziano ad avere un senso.
Rose si avvicina al ragazzo.
Rose: ho scelto te.
Benjamin la guarda. Di nuovo.
Rose: mi dispiace di averti… tenuto all’oscuro di Sean. Hai ragione. Non devo decidere per te. E non lo farò più.
Benjamin: cosa… cosa mi stai dicendo?
Rose: ti amo, Ben.
Rose si sente così libera nel poterlo dire di nuovo, finalmente.
Rose: ti ho sempre amato. Non ho mai smesso. Ci ho provato. Ma… forse non ho mai voluto smettere e… io lo so, lo so con certezza. È la cosa di cui sono più sicura a questo mondo. Ti amo. Ti amo da morire.
Benjamin sorride.
Rose: e… voglio vincere questa battaglia con Hendius perché voglio… voglio darci una possibilità. Voglio essere felice con te.
Benjamin si avvicina alla ragazza, stringendola a sè e baciandola con passione. Con foga, con voglia. Rose ricambia. Entrambi si volevano così tanto. Da tanto tempo. E si baciano, si baciano ovunque, come per voler dire “mi è mancata ogni singola parte di te.”

I due finiscono inevitabilmente sul letto. Ma non fanno l’amore. Si guardano, si toccano, si sfiorano. E parlano: di tutto e di niente. Delle cose più importanti e delle cose più banali. Di quanto tempo abbiano sprecato. Di come si siano persi e poi ritrovati. Di come non si lasceranno andare mai più. Ed è una promessa.

Benjamin: dobbiamo vincere ora.
Rose lo guarda, sorridendo
Rose: prima no?
Benjamin: sì. Ma… ora più di prima.
Benjamin accarezza il viso della ragazza.
Benjamin: perché ci siamo persi?
Rose: l’unica cosa che so è che… non voglio più che succeda.
I due si avvicinano ancora di più, stringendosi.
Rose: Ben?
Benjamin: cosa?
Rose: ho paura.
Rose è sincera. Sa di poterlo essere con lui.
Benjamin: non devi averne.
Rose lo guarda.
Rose: non è come con Alec o… Ardens o… mia madre. Questa sembra la fine.
Benjamin: lo combatteremo insieme.
Rose si stringe ancora di più a lui.

E nel cuore della notte, mentre la pioggia continua a scendere. I due, abbracciati, si sentono una cosa sola. Protetti contro il mondo.
Rose si fa forza nelle braccia di Benjamin. Toccandogli le mani e stringendole.
Rose: voglio restare per sempre qui. In questo letto.
Benjamin: anche io.
Rose si gode e si prende il momento, pensando a quello che la aspetta e a che battaglia dovrà affrontare. Dovrà tenersi questo prezioso ricordo dentro. Custodirlo e portarlo con sé. Rose e Benjamin si addormentano insieme, riposando come forse non hanno mai riposato.

Casa Wilson, Giardino Principale

La pioggia si è calmata. Finalmente. Il mattino ha portato un po’ di calma nei cieli di Twinswood. Alice si è seduta sulle scale che portano sul patio. Beve la sua tazza di Thé Verde.

Viene distratta dal rumore delle ali di Matthew. L’angelo atterra nel viale di Casa Wilson.

Alice: sei sempre in aria ultimamente.
Matthew chiude le ali. Ovviamente è a petto nudo.

Matthew: mi è mancato.
Matthew si fa avanti, sedendosi accanto alla ragazza.

Alice: sono preoccupata. Bright ed Evan sono sempre più impazienti. Luke sta deteriorando. Mamma e papà non rispondo al telefono.
Matthew: probabilmente si stanno dando da fare. Probabilmente si sono fermati in un motel stile Michael e Maria o Marissa e Ryan.
Alice lo guarda, disgustata.
Matthew: dimenticavo. Sono i tuoi genitori.
Alice: non hai una maglia?
Matthew si guarda il fisico.
Matthew: sì. Ma… è così bello stare a petto nudo. Se fosse per me non indosserei nulla ma voi americani siete così puritani.
Alice alza gli occhi.
Matthew: d’altronde, immagino che tu conosca il mio corpo, giusto?
Alice lo guarda, imbarazzata.
Alice: che cosa mi stai chiedendo?
Matthew sorride.
Alice: non risponderò.
Alice beve un altro sorso di thé.
Matthew: sono triste.
Alice guarda il ragazzo.
Matthew: voglio dire, mi hai detto che non ti fidavi della mia serenità. Non… impazzisco dalla gioia riguardo il fatto che Rose abbia scelto Ben. Ma… una parte di me lo sapeva. E…
Alice ascolta, curiosa.
Matthew: una parte di me spera che ci sia ancora qualcosa per me lì fuori. Qualcuno.
Alice lo guarda.
Matthew: e poi… quello che mi è successo… mi ha fatto riflettere.
Alice: davvero?
Matthew: come è successo?
Alice guarda Matthew
Alice: cosa?
Matthew: tra noi. Nel tuo… futuro. Come è nata la cosa?
Alice sospira, nervosa.
Alice: Matt…
Matthew: voglio saperlo.
Alice: quello non eri tu. Ne abbiamo già parlato. Quello che succede qui… è diverso. È tutto cambiato.
Matthew: vuoi dire che io sono diverso? Ho un carattere diverso? Sono una persona diversa?
Alice, di nuovo, fa un grosso sospiro.
Matthew: sono lo stesso.
Alice: le cose sono diverse qui.
Matthew: sì. Bright non è esploso. Ma… io sono io. E tu sei la stessa.
Alice: sei tornato. Dopo tanti anni… Sei tornato a Twinswood. Ci siamo conosciuti.
Matthew: me n’ero andato?
Alice: sì. Non sapevo chi fossi. Tu non sapevi chi ero io, all’inizio.
Matthew sorride.
Alice: beh… è stato sempre complicato. Diciamo che mia madre e mio padre non erano… entusiasti della cosa.
Matthew: adoro.
Alice ridacchia, divertita.
Alice: alla fine, il mondo stava cambiando. Noi facevamo avanti e indietro tra qui ed Handrar. Ed io aprivo portali temporali per stare un po’ con te.
Matthew la guarda, colpito.
Alice: e a ripensarci, forse, non avrei dovuto farlo. Tutto questo non sarebbe successo.
Alice sembra triste e malinconica.
Matthew: non farlo.
Alice: cosa?
Matthew: non pentirti di ciò che hai fatto.
Alice: anche se ha causato quasi la distruzione totale di tutti quelli che conosco?
Matthew: già.
Alice: hai un modo strano di vederla.
Matthew: già.
Alice: io… non so se rifarei tutto. In particolare una cosa.
Matthew: cosa?
Una lacrima riga il viso della ragazza.
Alice: riguarda mio padre.
Matthew: di che si tratta?
Alice sospira
Alice: io…
Matthew: è per questo che hai tenuta segreta l’identità di tuo padre? Voglio dire… oltre l’altro motivo ovvio.
Alice: non voglio parlarne.
Alice resta in silenzio. Per ora non dirà altro.
Matthew: quello che abbiamo passato… ci ha resi ciò che siamo.
Alice lo guarda. Matthew si alza. Pronto a volare di nuovo.
Alice: Matt…
Matthew la guarda.
Alice: cosa ti ha offerto Hendius? La verità.
Matthew: non voglio parlarne.

Matthew prende la rincorsa, per poi spiccare il volo sul lago di fronte Casa Wilson.

Rose e Benjamin arrivano all’indirizzo segnato dall’incantesimo, è una tipica casa americana con la staccionata, il giardino ben curato e il vialetto.
Rose non sembra convinta.
Benjamin: che succede?
Rose: non lo so, non sembra il suo stile.
Benjamin le prende la mano. I due procedono insieme verso la porta.
Benjamin: dimmi di più su questo tizio.
Rose: si chiama Hunter. Aveva un magazzino non lontano da Twinswood, era una specie di museo degli orrori.
Benjamin: ricordo.
Rose: ricordo di aver visto un’ampolla.
Benjamin: altro?
Rose: avrà sicuramente fatto in modo che in casa sua non potessimo usare magie.
Benjamin: quindi lo prendo a pugni?
Rose: quindi ho delle pozioni con me.
Benjamin: bene.

I due arrivano davanti al portone. Rose suona. Si preparano al paggio. Ma ad aprire non è Hunter, ma una piccola bambina dai capelli biondi.

Rose e Benjamin si guardano.

Rose: ciao piccolina… c’è…

“Molly, Molly, ti ho detto che devo aprire sempre io la porta…Ci pensa papà”
Hunter arriva alla porta, finalmente. Si pone davanti alla bambina. Sua figlia.


Hunter: sapevo che saresti venuta un giorno.
Rose guarda la piccola.
Rose: non voglio… non voglio farti del male davanti a tua figlia.
Hunter: chi dice che puoi farmi del male?
Benjamin: possiamo. Entrambi.
Hunter guarda Benjamin
Hunter: Molly, perché non vai a giocare in camera tua? Arrivo tra poco.
Molly: ok, papà.
La bambina, riluttante, corre in camera sua.
Hunter: volete entrare?
Rose: non sono tua amica. Tu mi disguti. E se non dovessi combattere una battaglia più grande ora…
Benjamin: Rose…
Benjamin sa che non è il caso di riscaldare gli animi ora.
Hunter: ho cambiato vita. Non caccio più.
Rose: non ti credo.
Hunter: puoi credere quello che vuoi.
Hunter si fa avanti nella casa, Benjamin – cautamente – lo segue. Lo fa anche Rose.

Ben prova a spostare un oggetto con la magia, ed effettivamente all’interno della casa non funziona.
Rose: sono ben addestrata.
Rose tira fuori le pozioni. Ha la borsa piena. Potrebbe far saltare Hunter in aria.
Hunter: non ce ne sarà bisogno.
Benjamin: che cosa sei tu?
Hunter: cacciavo gente come voi. Creature sovrannaturali. Vampiri. Wendigo. Streghe. Stregoni. Oggetti magici rari.
Rose impugna le pozioni.
Rose: perché ti saresti fermato?
Hunter: per Molly.
Rose sorride
Hunter: lei è diversa.
Rose lo guarda.
Rose: aspetta… mi stai dicendo che hai cacciato creature sovrannaturali per tutta la vita e… tua figlia è una di loro?
Hunter: l’ironia del destino, immagino.
Benjamin: una bella ironia.
Rose: lei che cos’è?
Hunter non dice una parola, ovviamente.
Rose sospira.
Hunter: perché sei qui?
Rose: l’elisir. L’elisir di Nicholas Flamel. Tu hai un’ampolla.
Hunter la guarda, sorpreso
Hunter: davvero? Vuoi diventare umana? Lo sai che sulle streghe non funziona?
Rose: non è per me.
Hunter guarda Rose e Ben. Poi va verso il caminetto, prendendo uno scrigno al centro delle decorazioni. Dalla tasca tira fuori una chiave. Apre il grosso e pacchiano scrigno. L’ampolla è al centro. A destra ci sono due asticelle che somigliano a delle bacchette e a sinistra una strana collana con un diamante blu.

Hunter afferra l’ampolla.

Rose e Benjamin si guardano.
Rose: come so che non mi stai fregando e… che non vuoi niente in cambio?
Hunter: oh ma ce l’avrò.
Rose lo guarda.
Hunter: la tua promessa che non tornerai mai più qui. La tua promessa che mia figlia sarà al sicuro sia da voi che da Hendius.
Rose: noi non facciamo del male a nessuno.
Hunter: questione di opinioni.
Hunter poggia l’ampolla sul tavolo in salotto. Benjamin la prende.

“Papà… vieni a giocare?”

La piccola Molly è scesa. Vuole il suo papà.

Hunter: addio Rose Wilson.
Hunter segue la bambina, lasciando Rose e Benjamin liberi di uscire dalla casa.

BioLab Tech, Virginia

Bright scende velocemente dalla macchina, recandosi all’entrata del laboratorio trovato grazia all’incantesimo di Rose.
Stranamente non ci sono guardie, stranamento non c’è nessuno all’entrata. Evan, preoccupato, lo segue.

Evan: Bright… Bright…
Bright guarda Evan
Bright: cosa?!
Evan: non avremmo dovuto farlo. Non saremmo dovuti venire senza Rose.
Bright: ascolta… capisco che Luke era la priorità, sta morendo… ma non me ne starò chiuso insieme agli altri ad aspettare che arrivi il turno di Andy.
Evan guarda Bright, preoccupato, sapendo che probabilmente stanno andando verso qualcosa di molto pericoloso.
Bright: quindi… sei con me oppure no.
Evan: sono sempre con te.
I due si danno un bacio. E poi, decisi, procedono verso l’entrata.

Kensington Road, Virginia

Benjamin e Rose sono in macchina sulla via del ritorno. Ben è alla guida, mentre Rose fissa attenta l’ampolla.
Benjamin: è stato strano.
Rose sospira, nervosa.
Benjamin: e lo so che cosa stai pensando.
Rose: che cosa sto pensando?
Benjamin: che l’abbiamo lasciato andare. Hunter.
Rose: ha fatto delle cose terribili. Ho visto quel magazzino, Ben. Ci collezionava come delle figurine.
Benjanin: perché l’hai lasciato andare, allora?
Rose: per quella bambina. Era sincero. Spero di aver fatto la cosa giusta.
Benjamin le prende la mano.
Rose: devo credere che possa esistere una sorta di redenzione anche per persone come lui. E se non esiste, deve credere che lo rincontrerò… e stavolta non lo lascerò andare.
Benjamin sorride
Benjamin: hai fatto la cosa giusta. E ti amo per questo.
Rose guarda Benjamin, sorridendo.

BioLab Tech, Virginia

Bright ed Evan hanno finalmente raggiunto il magazzino principale. Una grossa costruzione in vetro al centro. Andy è lì dentro. Seduto.

Evan: Bright… non ha senso, non c’erano guardie né nient’altro.
A Bright non importa. Non ora. Corre verso la costruzione di vetro al centro. Andy, che sembra soffrire atrocemente, lo guarda.
Bright: Andy.
Andy pone la mano sul vetro.
Andy: non dovevate venire.

Bright guarda Evan.

“Già. Non dovevano”.

Hendius si fa avanti nell’ombra, palesandosi.
Bright: tu.
Hendius: figlio.
Bright: come puoi fargli una cosa del genere? È mio figlio.
Hendius: apprezzo incredibilmente il dono che Andy mi sta facendo.
Evan guarda Hendius.
Evan: quale dono?
Hendius rivolge lo sguardo ad Evan.
Hendius: dovresti vederlo.

Evan inizia a muoversi contro la sua volontà.
Evan: che sta succedendo?
È Hendius a muovere le fila. Apre la porta della costruzione in vetro.

Evan: che succede?!
Bright: che stai facendo?
Hendius: vi sto mostrando il dono di Andy.
Andy: no… no, non deve entrare qui. NON DEVE.
Andy inizia a diventare rosso. Radioattivo. Ad emanare un’incredibile energia.
Evan entra nella costruzione contro la sua volontà.
Bright: Evan…
Bright guarda la scena preoccupato.
Ed inizia. Inizia il processo. Evan inizia a percepire un profondo malessere. La sua pelle inizia a diventare rossastra. Il suo sangue ribolle.

Bright: Evan.
Bright va verso la costruzione in vetro cercando, in vano, di aprirla.
Bright: FALLO USCIRE!
Bright si rivolge ad Hendius, che guarda la scena impassibile.

Andy non riesce a controllarsi. Non può. L’energia aumenta. Evan urla, straziato dal dolore. E poi…

Fine episodio.

ATTENZIONE: Spellbook torna Giovedì 1 Febbraio

-3 appuntamenti al FINALE DI SERIE

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